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	<title>Progetto Sviluppo &#187; Notizie</title>
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		<title>Lavoratori domestici: ratificata dal governo italiano la convenzione 189</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 12:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel giorno dell&#8217;iniziativa unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL sul lavoro domestico dignitoso, il governo ratifica la Convenzione 189 per garantire una base minima di diritti sociali e lavorativi ai lavoratori domestici. Per la CGIL ora servono ulteriori misure: la defiscalizzazione degli oneri con una vasta azione di regolarizzazione e &#8216;formalizzare&#8217; il lavoro informale» [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giorno dell&#8217;iniziativa unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL sul lavoro domestico dignitoso, il governo ratifica la Convenzione 189 per garantire una base minima di diritti sociali e lavorativi ai lavoratori domestici. Per la CGIL ora servono ulteriori misure: la defiscalizzazione degli oneri con una vasta azione di regolarizzazione e &#8216;formalizzare&#8217; il lavoro informale»</p>
<p><a href="http://www.radioarticolo1.it/audio/2012/12/18/14829/lavoro-domestico-e-diritti-dei-migranti-parla-piero-soldini-cgil" target="_new">ASCOLTA L&#8217;INTRODUZIONE DI PIERO SOLDINI SU RADIO ARTICOLO 1</a></p>
<p><a id="ctl00_ContentPlaceHolder1_Notizia1_lnkPhotozoom" href="http://www.cgil.it/PhotoHandler.ashx?PhotoID=1311" target="_blank"><img id="ctl00_ContentPlaceHolder1_Notizia1_imgPhoto" alt="" src="http://www.cgil.it/PhotoHandler.ashx?&amp;Size=M&amp;PhotoID=1311" align="left" /></a><br />
“La ratifica della convenzione Ilo 189 per garantire una base minima di diritti sociali e lavorativi ai lavoratori domestici deve dare una spinta decisiva all&#8217;approvazione di quelle norme quadro generali per una politica omogenea di governo dell&#8217;immigrazione in Italia come in Europa”. E&#8217; quanto afferma il responsabile Immigrazione della CGIL Nazionale, Pietro Soldini, in merito alla notizia della ratifica da parte del governo italiano, con la firma del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, della convenzione promossa dall&#8217;Organizzazione<br />
internazionale del lavoro centrata sui lavoratori domestici.<br />
Una notizia arrivata nel giorno dell&#8217;iniziativa unitaria CGIL, CISL e UIL, in occasione della giornata internazionale del migrante, sul tema &#8216;Lavoro dignitoso per il settore domestico&#8217;. Con questa firma, fa sapere il dirigente sindacale, “l&#8217;Italia diventa il primo paese europeo a farlo, e il settimo nel mondo, e dà un grosso contributo alla campagna promossa dal sindacato mondiale 12&#215;12 per il raggiungimento di dodici ratifiche entro la fine dell&#8217;anno”.<br />
Ma se la ratifica, aggiunge ancora Soldini, “può dare un contributo all&#8217;avvio di politiche per cercare di &#8216;formalizzare&#8217; il lavoro informale, lo strumento più efficace per fare emergere l&#8217;enorme sacca di lavoro nero che si annida in quello domestico è la defiscalizzazione degli oneri con una vasta azione di regolarizzazione”. Una proposta, lanciata dal responsabile Immigrazione del sindacato di Corso d&#8217;Italia al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, presente all&#8217;iniziativa “sarebbe uno scambio positivo per il Paese: regolarizzare le tante lavoratrici e lavoratori in nero per nuove risorse nelle casse dello Stato”.<br />
La Convenzione 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici, adottata nel 2011 dall’Organizzazione Internazionale del lavoro è stata fino ad ora ratificata da sette Paesi: Uruguay, Filippine, Mauritius, Nicaragua, Bolivia, Paraguay e Italia. Con la campagna mondiale &#8217;12&#215;12&#8242;, la Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC –CSI), si è posta l’obiettivo di ottenere la ratifica della Convenzione entro il 2012, da parte di 12 Paesi. La campagna proseguirà, prevista per il 2013 la ratifica di ben 52 Paesi.</p>
<p><a href="http://www.ilo.org/rome/attivita/eventi-e-riunioni/WCMS_195524/lang--it/index.htm">GUARDA LA NEWS ANCHE SUL SITO DELL&#8217;ILO</a></p>
<p><a href="http://www.ituc-csi.org/italy,12618?lang=en">GUARDA LA NEWS ANCHE SUL SITO DELL&#8217;ITUC</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/12-12_ita_dwmd.pdf">SCARICA IL VOLANTINO SUI DIRITTI DEI LAVORATORI DOMESTICI</a></p>
<p><a href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---europe/---ro-geneva/---ilo-rome/documents/normativeinstrument/wcms_157904.pdf">SCARICA IL TESTO DELLA CONVENZIONE 189</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GMFD 2012 Closing Remarks</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 08:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[We have come to the end of another GFMD Summit meeting and taken another big step towards common understandings and common actions on migration and development (&#8230;) Scarica il pdf: closing_remarks]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>We have come to the end of another GFMD Summit meeting and taken another big step towards common understandings and common actions on migration and development (&#8230;)</p>
<p><a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/closing_remarks_of_permanent_sec_s_ragen.pdf">Scarica il pdf: closing_remarks</a></p>
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		<title>Montevideo: Conferenza Internazionale sui diritti dei migranti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 08:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta a Montevideo, il 21 novembre 2012, la Conferenza sui diritti dei migranti ed il ruolo dei sindacati, con la partecipazione dei sindacati della regione del Mercosur e della Confederazione dei Sindacati delle Americhe. L&#8217;iniziativa è stata promossa dall&#8217;INCA Area Estero e dal Dipartimento Politiche Globali della CGIL, in occasione dell&#8217;assemblea annuale delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Si  è svolta a Montevideo, il 21 novembre 2012, la Conferenza sui diritti dei  migranti ed il ruolo dei sindacati, con la partecipazione dei sindacati  della regione del Mercosur e della Confederazione dei Sindacati delle  Americhe.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;iniziativa  è stata promossa dall&#8217;INCA Area Estero e dal Dipartimento Politiche  Globali della CGIL, in occasione dell&#8217;assemblea annuale delle sedi INCA  del sub continente latinoamericano, per uno scambio di esperienze e per  rafforzare la cooperazione tra sindacati e servizi di assistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I dati  presentati durante la conferenza parlano chiaro: la migrazione verso  l&#8217;Europa è in calo, mentre cresce la migrazione tra gli stessi paesi del  sub continente e si fa sentire il flusso di rientro sulle dinamiche  nazionali, a conferma di come i flussi migratori dipendano direttamente  dall&#8217;andamento del mercato del lavoro in una dimensione globale, quindi,  non più programmabili con politiche locali e nazionali. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Se il  flusso di rientro dall&#8217;Europa, in particolare dalla Spagna, è in parte  mitigato dalla richiesta di mano d&#8217;opera specializzata in Brasile,  Argentina ed Uruguay, le condizioni di lavoro, il riconoscimento dei  diritti e l&#8217;integrazione dei migranti in America latina presentano  forse, più ombre che luci. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Innanzitutto,  non esistendo banche dati aggiornate ed affidabili sul fenomeno  migratorio, diventa estremamente difficile poter elaborare analisi e  monitorare le dinamiche dentro il sub continente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">I  sindacati locali non sono attrezzati per svolgere un&#8217;azione di tutela e  di assistenza dei diritti dei lavoratori immigrati, privi di esperienze,  in quanto cresciuti in un contesto di emigrazione, e senza poter  contare su legislazioni adeguate, se si fa eccezione per l&#8217;Argentina che  gode di una legge definita molto progressista, ma non applicata.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per la  CSA (struttura regionale della Confederazione Internazionale dei  Sindacati), la migrazione è vissuta come la negazione del diritto allo  sviluppo, per poi dichiarare la necessità di garantire uguali diritti ai  lavoratori ed alle lavoratrici costrette ad emigrare, puntando il dito  sulle discriminazioni che i migranti subiscono nei paesi di accoglienza  in Europa ed in Nord America. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ma il  fenomeno è oramai esteso alla migrazione “sud &#8211; sud”, tra gli stessi  paesi latinoamericani, dove si riproducono gli stessi fenomeni di  sfruttamento, di violazione dei diritti umani fondamentali, di  emarginazione e di dumping sociale. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mancando  legislazioni adeguate e progressiste, in presenza di forti  contraddizioni e disuguaglianze tra paesi confinanti, come è il caso del  Brasile con i paesi andini ed il Paraguay, si creano ampie sacche di  lavoro nero, nelle piantagioni, nell&#8217;industria estrattiva, nel tessile e  nel lavoro domestico.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-size: small;">Dalla  Conferenza esce una richiesta di cooperazione che il sistema INCA CGIL  può fornire, mettendo a disposizione la propria rete di uffici e di  personale presenti in Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Perù,  Venezuela, ipotizzando una nuova strategia di collaborazione sindacale  in grado di intercettare i nuovi migranti di rientro dall&#8217;Europa nei  propri paesi di origine ed i tanti discendenti dei vecchi migranti  italiani che potrebbero usufruire dei servizi del patronato per vedere  garantiti i propri diritti. </span></p>
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		<title>6th GFMD Summit Meeting 21‐22 November 2012 Port Louis, Mauritius</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 12:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Enhancing the human development of migrants and their contribution to the development of communities and states” Objectives of GFMD 2012 Since its inauguration in 2007, the GFMD has evolved into the most important inter-governmental process of its kind to tackle the complex linkages between migration and development. Its voluntary, informal, nonbinding character has enabled governments [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Enhancing the human development of migrants and their contribution to the development of communities and states”</p>
<p><strong>Objectives of GFMD 2012</strong><br />
Since its inauguration in 2007, the GFMD has evolved into the most important inter-governmental process of<br />
its kind to tackle the complex linkages between migration and development. Its voluntary, informal, nonbinding<br />
character has enabled governments to discuss sensitive migration issues without controversy, and to<br />
manage migration and development opportunities and challenges more effectively. The GFMD is helping<br />
governments to explore workable forms of collaboration with each other and with non-state partners towards<br />
better practices in these two inter-linked policy fields. Today, the GFMD is a central point of reference for the<br />
global discourse on migration and development, and has entered the agendas of many related international<br />
forums.<br />
In 2012, the Mauritian Chair-in-Office seeks to build on these strengths of the Forum to further secure its<br />
future as a global dialogue process. This includes the second and final stage of the overall assessment of the<br />
GFMD process, including possible options for the future of the Forum.</p>
<p><a href="http://www.gfmd.org/en/docs/mauritius-2012" target="_blank">Segui la preparazione del Global Forum sul www.gmfd.org</a></p>
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		<title>Concorso fotografico e video “Migrants for development”</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 12:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Joint Migration and Development Initiative (JMDI) ha lanciato un concorso per fotografi e videomaker per promuovere l’impatto positivo che le migrazioni hanno sullo sviluppo. Scadenza presentazione lavoro: 1 novembre 2012 Lo scopo dell’iniziativa è quello di accendere i riflettori sull’altra faccia del fenomeno migratorio, quello che i media mainstream non vedono, offrendo così una [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Joint Migration and Development Initiative (JMDI) ha lanciato un  concorso per fotografi e videomaker per promuovere l’impatto positivo  che le migrazioni hanno sullo sviluppo.<br />
<em>Scadenza presentazione lavoro: 1 novembre 2012 </em></p>
<p>Lo  scopo dell’iniziativa è quello di accendere i riflettori sull’altra  faccia del fenomeno migratorio, quello che i media mainstream non  vedono, offrendo così una visione più articolata e realistica delle  migrazioni, lontana da stereotipi e raccontata attraverso le immagini  dagli stessi protagonisti.</p>
<p>Il materiale in concorso sarà  presentato in occasione del Global Forum on Migration and Development  (GFMD) che si terrà nel mese di novembre presso le isole Mauritius. Il  primo classificato avrà la possibilità di prender parte gratuitamente al  GFMD. Le opere di tutti i concorrenti saranno pubblicate sul sito di  JMDI, visitato da più di 6 mila persone ogni mese.</p>
<p>Si può  partecipare alla competizione con una fotografia o un video di durata  non superiore ai 10 minuti che mostrino in che modo i migranti  contribuiscono allo sviluppo del proprio paese di origine e/o del paese  ospitante. Le aree tematiche di riferimento sono le capacità dei  migranti (capitale umano, competenze specifiche, attitudini  imprenditoriali …), le rimesse economiche, la difesa dei diritti umani e  le comunità migranti.</p>
<p>Per partecipare al concorso è necessario  iscriversi alla pagina Facebook (Migration 4 Development) per ricevere  gli aggiornamenti e compilare il <a rel="external" href="http://www.migration4development.org/content/jmdi-has-launched-photo-and-video-competition-promote-positive-impact-migration-development" target="_blank">modulo </a>con le regole da seguire e le modalità di partecipazione.</p>
<p>Per informazioni<br />
<a title="www.migration4development.org" rel="external" href="http://www.migration4development.org" target="_blank">www.migration4development.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immigrazione: CGIL, regolarizzazione, serve la proroga. Troppi immigrati ancora esclusi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 07:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siamo ormai agli ultimi tre giorni della regolarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici immigrati irregolari e le domande pervenute sono poco meno di 100.000. A giudicare da come è stato architettato e gestito questo provvedimento, è quasi un miracolo, ma ora serve una proroga”. Lo affermano Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil e Pietro Soldini, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo ormai agli ultimi tre giorni               della regolarizzazione  dei lavoratori e delle lavoratrici               immigrati irregolari e  le domande pervenute sono poco meno               di 100.000. A  giudicare da come è stato architettato e gestito questo                provvedimento, è quasi un miracolo, ma ora serve una                proroga”. Lo affermano Vera Lamonica, segretario                confederale della Cgil e Pietro Soldini, responsabile                immigrazione della confederazione a proposito dei tempi                della regolarizzazione degli immigrati.</p>
<p>“Appena qualche giorno fa – spiega Vera Lamonica &#8211; a nove                giorni dalla scadenza dei termini, è giunto un parziale                chiarimento su quali sono gli organismi pubblici che                possono certificare la prova di presenza in Italia. Già                solo questo renderebbe necessaria appunto la proroga della                scadenza ed è inaccettabile che a tale richiesta il                governo non risponda. Ciò significa che un consistente numero di  immigrati               rimarrà irregolare, e continuerà  ad essere  vittima di               lavoro nero e super sfruttamento. A chi giova  una               situazione di questo genere?”</p>
<p>“Per la CGIL – conclude la dirigente sindacale &#8211; la                battaglia continua perché il lavoro nero è una delle vere                emergenze del Paese. La direttiva 52 apre nuovi spazi di                iniziativa sindacale per la regolarizzazione e la CGIL li                userà tutti”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il lavoro dignitoso al centro delle politiche economiche e sociali per uscire dalla crisi (conferenza nazionale)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 06:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[“Per poter uscire dalla crisi è necessario che il lavoro dignitoso sia al centro delle politiche economiche e sociali”. E&#8217; questo il messaggio ribadito con forza oggi, 5 ottobre, nel corso dell&#8217;iniziativa promossa dalla CGIL e da Progetto Sviluppo, nella sede nazionale del sindacato a Roma, in vista del &#8216;World day for decent work&#8217;, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Per poter uscire dalla crisi è necessario che il lavoro dignitoso sia al centro delle politiche economiche e sociali”. E&#8217; questo il messaggio ribadito con forza oggi, 5 ottobre, nel corso dell&#8217;iniziativa promossa dalla CGIL e da Progetto Sviluppo, nella sede nazionale del sindacato a Roma, in vista del &#8216;World day for decent work&#8217;, la giornata mondiale per il lavoro dignitoso promossa dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC), per il 7 ottobre, il cui slogan quest&#8217;anno recita: “In vista di giornate di lavoro migliori” (For Brighter Working Days).</p>
<p>La Conferenza, evento conclusivo del Progetto Decent Work for All! Making Migration Work for Development, è stata aperta da una riflessione sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori migranti nel nostro paese di Piero Soldini, Coordinatore dell&#8217;Area Immigrazione della CGIL Nazionale: “il nostro Paese deve fare i conti con gli immigrati che in ogni settore, dalle costruzioni all&#8217;agricoltura, ma anche nell&#8217;industria, continuano ad essere sfruttati e a non conoscere il lavoro dignitoso”. Per questo è necessario, ha proseguito il sindacalista “affrontare con grande determinazione la battaglia per la regolarizzazione dei lavoratori immigrati e per l&#8217;emersione del lavoro &#8216;nero&#8217;” anche attraverso l&#8217;applicazione della direttiva europea 52 che introduce sanzioni pecuniarie e amministrative per i datori di lavoro che impiegano lavoratori extracomunitari irregolari. La sfida che la CGIL deve essere in grado di raccogliere e vincere è quella di rendere il tema dell&#8217;immigrazione un tema contrattuale, vertenziale a livello nazionale. Occorre ragionare sull’intreccio fra migrazioni e lavoro, contrastando l’approccio securitario e ragionando su una governance della migrazioni strettamente collegata ad una governance del mercato del lavoro.</p>
<p>Numerose le testimonianze, nel corso dell&#8217;iniziativa, che hanno raccontato l&#8217;impegno del sindacato sul territorio per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, dal nord al sud Italia perchè, come ricordato durante gli interventi, lo sfruttamento viene esercitato in molteplici forme, più o meno evidenti, e su tutto il territorio nazionale. Ne è l&#8217;esempio la vicenda di Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, in cui dopo giorni di mobilitazione e sciopero, la CGIL al fianco dei lavoratori ha raggiunto un accordo per favorire l&#8217;emersione e la regolarizzazione dei 39 lavoratori e delle lavoratrici del settore agricolo che avevano denunciato gravissime irregolarità fino allo sfruttamento e alla riduzione in schiavitù. Dalle campagne della FILLEA CGIL contro il caporalato, al sindacato di strada della FLAI CGIL, all&#8217;iniziativa CES &#8216;At what Price the Tomatoes&#8217;, sono state analizzate esperienze italiane ed europee per l&#8217;affermazione del diritto a un lavoro dignitoso che possa rappresentare una via d&#8217;uscita dalla crisi economica globale.</p>
<p>Sul piano internazionale sia il rappresentante OIL per l’Italia e San Marino Luigi Cal che il responsabile dell’iniziativa per il Decent Work della rete europea Solidar Michael Oberreuter hanno ricordato la battaglia per l’adozione, la ratifica e l’implementazione delle Convenzioni a tutela del lavoro dei migranti. La 143 e 105, ma anche la Convenzione 181 sulle Agenzie per l’Impiego Private che un ruolo determinante hanno nel trasferimento dei lavoratori e soprattutto la recente Convenzione 189 sul Lavoro Domestico che offre un quadro normativo di tutela di questo “esercito invisibile” di milioni di lavoratori e lavoratrici costretti spesso anche in Europa ad accettare condizioni di impiego e retribuzione ben al di sotto dei livelli minimi contrattuali e completamente privi di tutele in quelle aree del mondo in cui non esistono contratti di lavoro né una legislazione capace di inquadrare funzioni, diritti e doveri in questo settore.</p>
<p>Michael Oberreuter, in particolare, si è soffermato sulla missione e i contenuti del progetto DWMD, incentrato sul nesso stringente fra migrazioni, strategie di sviluppo e lavoro dignitoso e all’interno del quale sono state realizzate numerose iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica dei 6 paesi interessati (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Repubblica Ceca e Romania) e una costante attività di lobby sulle Istituzioni Europee per l’estensione dei diritti del lavoro dei migranti e l’adeguamento della legislazione in materia di occupazione, opportunità di reddito, protezione sociale e dialogo sociale.</p>
<p>“La dignità del lavoro è la giusta risposta alla crisi”. Ha dichiarato nel suo intervento conclusivo il Segretario Confederale CGIL, Vera Lamonica la quale ha avvertito: “non si esce dalla crisi ridimensionando il welfare, impoverendo i diritti del lavoro e la coesione sociale, abbassando la qualità sociale”. Proprio per questo la CGIL propone un &#8216;Nuovo piano del lavoro&#8217; che come ha spiegato Lamonica “è una risposta strategica, un cambio di schema e di paradigma rispetto alle politiche rigoriste fin qui adottate. Proviamo a disegnare i confini e l&#8217;impostazione di una nuova politica economica che riparta da un punto fondamentale: che c&#8217;è bisogno di diritti, di tutele e di welfare”. “C&#8217;è bisogno &#8211; ha proseguito &#8211; di un&#8217;idea di crescita e di sviluppo del Paese che riparta anche dal tema della coesione sociale e dell&#8217;uguaglianza. Noi proviamo a dare respiro alla costruzione del futuro, proponendo una serie di interventi di politiche economiche-sociali che puntino a creare nuovo lavoro e legalizzare quello che c&#8217;è”. Da questo punto di vista, quello delle migrazioni non è un tema “di settore” ma un nodo centrale nel rinnovamento delle istituzioni del mercato del lavoro, del welfare, del diritto di cittadinanza. L’iniziativa della CGIL nei prossimi mesi in particolare si concentrerà su due obiettivi: la battaglia per il voto amministrativo per i lavoratori immigrati e una forte azione negoziale del sindacato a fronte della direttiva europea 52.</p>
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		<title>IV Rapporto INPS sui lavoratori immigrati: il lavoro regolare come fattore di integrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 08:15:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La regolarità del lavoro e la tutela previdenziale rappresentano una parte integrante della politica migratoria, in quanto accompagnano e sostengono i percorsi di inclusione: questo è il messaggio che emerge dal “IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi INPS” presentato ieri a Roma. Lo studio, condotto dall&#8217;INPS e dal Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La regolarità del lavoro e la tutela previdenziale rappresentano  una parte integrante della politica migratoria, in quanto accompagnano e  sostengono i percorsi di inclusione: questo è il messaggio che emerge  dal “IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi INPS” presentato ieri a Roma.</p>
<p>Lo studio, condotto dall&#8217;INPS e dal Dossier  Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, fornisce una panoramica  dell&#8217;inserimento occupazionale e della copertura previdenziale dei lavoratori immigrati, di origine non o neo comunitaria, in base alle aree territoriali e ai settori lavorativi.</p>
<p>Secondo i dati contenuti nel Rapporto, nel 2007 i lavoratori immigrati assicurati dall&#8217;INPS  sono oltre 2 milioni e mezzo, pari al 12,9% di tutti gli assicurati. Fra  questi, il 62,2% è impiegato nelle regioni settentrionali, il 23,8% al  Centro e il 13,9% nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda, invece, i  settori lavorativi gli immigrati iscritti all’INPS si dividono in: lavoratori dipendenti da aziende (63,2%); lavoratori domestici (17,6%); operai agricoli (8,5%); e lavoratori autonomi (10,8%).</p>
<p><strong><a href="http://www.lavorodignitoso.org/acm-on-line/Home/News/articolo18012252.html" target="_blank">Leggi tutto l&#8217;articolo sul Portale ILO del Lavoro Dignitoso</a></strong></p>
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		<title>La Commissione propone una migliore gestione della migrazione nell’UE</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 09:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bruxelles, 4 maggio 2010 La Commissione propone una migliore gestione della migrazione nell’UE La Commissione ha presentato oggi le sue iniziative per una strategia globale più strutturata e in grado di garantire una risposta rapida dell’UE alle sfide e alle opportunità derivanti dalla migrazione, non da ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso nell’area [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Bruxelles, 4 maggio 2010</p>
<p>La Commissione propone una migliore gestione della migrazione nell’UE</p>
<p>La  Commissione ha presentato oggi le sue iniziative per una strategia  globale più strutturata e in grado di garantire una risposta rapida  dell’UE alle sfide e alle opportunità derivanti dalla migrazione, non da  ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso  nell’area del Mediterraneo. Tali iniziative coprono vari aspetti della  questione migrazione, quali controlli rafforzati alle frontiere e  governance Schengen, il completamento del sistema europeo comune di  asilo, una migrazione legale più mirata, lo scambio delle migliori  prassi per garantire un’integrazione riuscita dei migranti, e un  approccio strategico per i rapporti con i paesi terzi in materia di  migrazione. Esse vanno ad aggiungersi alle urgenti misure a breve  termine già adottate dalla Commissione per affrontare la situazione  della migrazione nel Mediterraneo e le pressioni migratorie sugli Stati  membri in prima linea per questo fenomeno.</p>
<p>&#8220;È  chiaro che l’UE ha bisogno di una politica comune forte in materia di  asilo e migrazione. Tale necessità si è resa ancora più evidente negli  ultimi mesi, in considerazione degli storici avvenimenti attualmente in  corso in Africa settentrionale. L’UE deve rispettare la propria  vocazione a rappresentare un rifugio per coloro che necessitano di  protezione e, al tempo stesso, dimostrare solidarietà sia ai paesi  nordafricani che stanno accogliendo la maggior parte dei migranti  provenienti dalla Libia, sia a quegli Stati membri che si trovano ad  affrontare i flussi più intensi di migranti via mare. È altrettanto  evidente che un’immigrazione mirata di forza lavoro sarebbe vantaggiosa  per l&#8217;UE, contribuendo a colmare le carenze di manodopera previste in  vari settori e a riequilibrare il declino demografico della popolazione  attiva europea che dovrebbe registrarsi nei prossimi anni. Nel contempo,  tuttavia, è necessario gestire la migrazione in modo corretto, il che  significa garantire controlli  efficaci alle frontiere e il rimpatrio dei migranti in posizione  irregolare. Questo significa inoltre che non dovremmo lasciare solo agli  Stati membri situati lungo le frontiere esterne dell’UE il compito di  affrontare situazioni migratorie eccezionali. Significa, infine, che  occorre realizzare partenariati in materia di migrazione e di mobilità  con paesi non UE in modo da collaborare. Dobbiamo avere in mente questi  obiettivi a lungo termine anche quando affrontiamo i bisogni più urgenti  derivanti dalle turbolenze in Africa settentrionale&#8221;, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria responsabile degli Affari interni.</p>
<p>Pur  rappresentando la speranza di una vita migliore per milioni di persone,  gli avvenimenti nell’area del Mediterraneo meridionale hanno anche  causato l&#8217;esodo di oltre 650 000 persone, in fuga dalle violenze in  Libia. Finora pochissimi richiedenti asilo sono giunti in Europa,  tuttavia più di 25 000 persone hanno deciso di partire alla ricerca di  una vita migliore nell’UE. Alcuni Stati membri dell’UE sono esposti più  direttamente degli altri agli arrivi massicci di migranti, ma questo  fenomeno non può essere affrontato solo a livello nazionale: è  necessaria una mobilitazione di tutti gli Stati membri a livello di UE.</p>
<p>&#8220;I recenti avvenimenti hanno inoltre destato preoccupazioni  in merito al funzionamento del sistema Schengen. La libera circolazione  delle persone attraverso le frontiere europee è un risultato importante  che non deve essere rovesciato, anzi rafforzato. È per questo che la  Commissione ha già proposto un meccanismo di valutazione migliore per  garantire l’effettivo controllo delle frontiere esterne. Al fine di  preservare la stabilità dello spazio Schengen, può inoltre essere  necessario reintrodurre temporaneamente limitati controlli alle  frontiere interne in circostanze particolarmente eccezionali, ad esempio  in caso di imprevista forte pressione migratoria su un tratto della  frontiera esterna&#8221;, ha dichiarato la Commissaria Cecilia Malmström.</p>
<p>L’Unione  europea ha risposto rapidamente a queste sfide con i mezzi operativi e  finanziari di cui dispone. Sono stati mobilitati fondi per gestire  l’emergenza umanitaria generata dall’improvviso afflusso di rifugiati e  sfollati nei paesi confinanti con la Libia. Unitamente ai fondi forniti  su base bilaterale, questo sostegno ha permesso di dare un rifugio  temporaneo ai rifugiati e agli sfollati, di rispondere alle loro  esigenze basilari e di aiutare molti di loro a ritornare nei rispettivi  paesi d’origine. FRONTEX ha avviato l’operazione congiunta EPN Hermes  Extension 2011 per aiutare l’Italia a fronteggiare lo sbarco di migranti  e rifugiati sulle sue sponde. EUROPOL ha inviato in Italia una squadra  di esperti per aiutare le autorità di contrasto nazionali ad individuare  eventuali trafficanti di esseri umani tra i migranti in posizione  irregolare entrati nel territorio italiano. Gli Stati membri più esposti  al crescente flusso di rifugiati e migranti in posizione irregolare  hanno inoltre ricevuto assistenza finanziaria.</p>
<p>Anche  se la risposta dell’UE alla situazione di emergenza è stata globale,  l’attuale crisi ha evidenziato il fatto che l&#8217;Unione può trovare modi  per affrontare meglio situazioni di questo tipo e, in generale, per  gestire meglio la migrazione. La Commissione propone pertanto una serie  di iniziative che riguardano i seguenti aspetti:</p>
<ul>
<li>completamento  del sistema europeo comune di asilo entro il 2012, in linea con i  valori fondamentali e gli obblighi internazionali dell’Unione;</li>
<li>controlli rafforzati alle frontiere e governance  Schengen per affrontare l’immigrazione irregolare, garantire che  ciascuno Stato membro controlli efficacemente la propria parte delle  frontiere esterne dell&#8217;Unione in linea con il disposto e lo spirito  delle norme dell’UE, ed aumentare la fiducia nell’efficacia del sistema  UE di gestione della migrazione;</li>
<li>un’immigrazione  legale più mirata nell&#8217;UE, volta a facilitare l’arrivo di persone  dotate delle competenze necessarie per contribuire a colmare le previste  carenze di manodopera e di personale qualificato nell’UE e ad ovviare  al previsto declino demografico della popolazione attiva;</li>
<li>condivisione  delle migliori pratiche nelle strategie adottate dagli Stati membri per  l’integrazione degli immigranti legali nell’UE, in modo tale da  garantire la massimizzazione dei vantaggi economici dell’immigrazione e  assicurare l’armonia sociale nell’Unione;</li>
<li>un  approccio strategico ai rapporti con i paesi terzi sulle questioni  relative alla migrazione, allo scopo di facilitare il movimento delle  persone grazie a migliori possibilità di migrazione legale, unitamente a  misure volte a prevenire la migrazione irregolare.</li>
</ul>
<p>Prossime tappe</p>
<p>La  comunicazione della Commissione servirà come base per il dibattito che  avrà luogo in occasione del Consiglio straordinario Giustizia e affari  interni convocato per il 12 maggio, dibattito a cui seguiranno le  discussioni in materia di migrazione nell’ambito del Consiglio europeo  del 24 giugno. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi seguiranno  misure di accompagnamento, in particolare un “pacchetto migrazione” da  presentare per l’adozione da parte del Collegio dei Commissari il 24  maggio.</p>
<p>Contesto</p>
<p>Dall’inizio  dell’anno si è assistito ad esodi di massa di popolazioni di molti  paesi nordafricani, soprattutto della Libia. Stando alle ultime stime,  oltre 650 000 persone hanno lasciato il territorio libico per sfuggire  alla violenza, trovando ospitalità presso i paesi vicini, principalmente  Tunisia ed Egitto. Molte sono riuscite in seguito a tornare nei  rispettivi paesi d’origine, in certi casi grazie all’assistenza.</p>
<p>Oltre  25 000 migranti, provenienti principalmente dalla Tunisia e, in misura  minore, da altri paesi africani, sono fuggiti dai propri paesi verso  l’UE, sbarcando sulle coste dell’Italia (soprattutto dell’isola di  Lampedusa) e di Malta – paesi entrambi esposti ora ad una forte  pressione migratoria. Oltre agli sfollati e ai migranti, parecchi  rifugiati di varia nazionalità, tra cui somali, eritrei e sudanesi,  hanno lasciato la Libia e alcuni di loro hanno anch&#8217;essi raggiunto  l’Italia e Malta. Questi accadimenti hanno esercitato una pressione  crescente sui sistemi di protezione e accoglienza di alcuni Stati membri  dell’UE.</p>
<p>Per ulteriori informazioni</p>
<p><a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/11/273&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en">MEMO/11/273</a></p>
<p>Per maggiori informazioni sulla risposta della Commissione europea ai flussi migratori provenienti dall&#8217;Africa settentrionale: <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/11/226&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=fr">MEMO/11/226</a></p>
<p>Per  maggiori informazioni sulla proposta della Commissione europea per  istituire un meccanismo di valutazione dell’applicazione dell&#8217;acquis di  Schengen:<a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/1493&amp;format=HTML&amp;aged=1&amp;language=it&amp;guiLanguage=fr"> </a><a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/1493&amp;format=HTML&amp;aged=1&amp;language=it&amp;guiLanguage=fr">IP/10/1493</a></p>
<p>Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni:</p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm">http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm</a></p>
<p>Homepage della DG Affari interni:</p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm">http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm</a></p>
<p><em>Source</em> : <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/11/532&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en">European Commission</a></p>
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		<title>SOLIDAR Round Table on Migrant Domestic Workers: From Modern-Day Slavery to Equal Pay</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[On 4 May, SOLIDAR will organise an expert round table hosted by MEP Birgit Sippel (S&#38;D) entitled &#8220;Migrant domestic workers: from modern-day slavery to equal pay&#8221; (register here). With this round table, SOLIDAR brings together important stakeholders and aims to raise awareness on the situation of migrant domestic workers in the EU as a labour [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>On  4 May, SOLIDAR will organise an expert round table hosted by MEP Birgit  Sippel (S&amp;D) entitled &#8220;Migrant domestic workers: from modern-day  slavery to equal pay&#8221; (<a href="http://www.solidar.org/Page_Generale.asp?DocID=26932&amp;langue=EN">register here</a>).  With this round table, SOLIDAR brings together important stakeholders  and aims to raise awareness on the situation of migrant domestic workers  in the EU as a labour market, migration-development and gender issue.  The debate will address the challenges to improve the rights and working  conditions for migrant workers in the domestic sector in Europe and  highlight why EU Member States should support the ILO Convention on  Decent Work for Domestic Workers</p>
<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/sara/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/SOLIDAR_ROUNDTABLE.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2621" title="SOLIDAR_ROUNDTABLE" src="http://www.prosvil.cgil.it/media/SOLIDAR_ROUNDTABLE.gif" alt="" width="449" height="450" /></a></p>
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