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	<title>Progetto Sviluppo &#187; Notizie</title>
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		<title>Camusso a congresso sindacato indiano Sewa, ancora lunga la strada per le pari opportunità</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 09:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Segretario Generale della CGIL ha ricordato come il meeting che si tiene in questi giorni in India nello Stato del Gujarat “è la conclusione formale di un progetto di cooperazione congiunta, durato tre anni, tra le nostre due organizzazioni, con l&#8217;obiettivo di assicurare un lavoro dignitoso a tutti, fondamentale aspirazione del movimento sindacale” » [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding="3">
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<td></td>
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<td>Il Segretario Generale della CGIL ha ricordato come il meeting che si tiene in questi giorni in India nello Stato del Gujarat “è la conclusione formale di un progetto di cooperazione congiunta, durato tre anni, tra le nostre due organizzazioni, con l&#8217;obiettivo di assicurare un lavoro dignitoso a tutti, fondamentale aspirazione del movimento sindacale”<br />
» <a href="http://www.cgil.it/Archivio/PariOpportunita/Camusso_InterventoCongressoSewa_5feb13.pdf" target="_new">Leggi l&#8217;intervento</a>&nbsp;</td>
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<td><a id="ctl00_ContentPlaceHolder1_Notizia1_lnkPhotozoom" href="http://www.cgil.it/PhotoHandler.ashx?PhotoID=4839" target="_blank"><img id="ctl00_ContentPlaceHolder1_Notizia1_imgPhoto" alt="" src="http://www.cgil.it/PhotoHandler.ashx?&amp;Size=M&amp;PhotoID=4839" align="left" /></a> 05/02/2013 <i>Condividi su:</i>  <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?s=100&amp;p[title]=CGIL:%20Camusso%20a%20congresso%20sindacato%20indiano%20Sewa,%20ancora%20lunga%20la%20strada%20per%20le%20pari%20opportunit%C3%A0&amp;p[summary]=Il%20Segretario%20Generale%20della%20CGIL%20ha%20ricordato%20come%20il%20meeting%20che%20si%20tiene%20in%20questi%20giorni%20in%20India%20nello%20Stato%20del%20Gujarat%20%E2%80%9C%C3%A8%20la%20conclusione%20formale%20di%20un%20progetto%20di%20cooperazione%20congiunta,%20durato%20tre%20anni,%20tra%20le%20nostre%20due%20organizzazioni,%20con%20l%27obiettivo%20di%20assicurare%20un%20lavoro%20dignitoso%20a%20tutti,%20fondamentale%20aspirazione%20del%20movimento%20sindacale%E2%80%9D%3Cbr%3E%C2%BB%20%3Ca%20target=%22_new%22%20class=%22LinkStandard%22%20href=%22http://www.cgil.it/Archivio/PariOpportunita/Camusso_InterventoCongressoSewa_5feb13.pdf%22%3ELeggi%20l%27intervento%3C/a%3E&amp;p[url]=http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=20545&amp;p[images][0]=http://www.cgil.it/grafica/testa_rovescio_01.jpg" target="_blank"><img alt="condividi su Facebook" src="http://www.cgil.it/images/segnala_facebook.gif" width="18" height="18" /></a> <a href="http://twitter.com/home?status=CGIL:%20Camusso%20a%20congresso%20sindacato%20indiano%20Sewa,%20ancora%20lunga%20la%20strada%20per%20le%20pari%20opportunit%C3%A0%20%28http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=20545%29" target="_blank"><img alt="condividi su Twitter" src="http://www.cgil.it/images/segnala_twitter.gif" width="18" height="18" /></a></p>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: Arial;">“Negli ultimi decenni sono stati compiuti passi importanti, le donne hanno maggiore potere”, ma questa “è solo una rappresentazione molto parziale delle condizioni lavorative femminili: se guardiamo il quadro completo vediamo che è fatto di ombre piuttosto che di luci. La situazione reale mostra che il cammino da percorrere è ancora lungo”. Con queste parole il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ha aperto il suo intervento al congresso di Sewa (il sindacato indiano &#8216;Self Employed Women Association&#8217;) che si tiene in questi giorni in India nello Stato del Gujarat.</span><span style="font-family: Arial;"> Sewa organizza dal 1972 le donne provenienti dai settori dell&#8217;economia cosiddetta informale, che in India si stima comprenda il 94% della forza lavoro femminile. Un sindacato, fa sapere la CGIL, che rappresenta un’esperienza interessante e molto speciale nel suo genere sia per la composizione della sua rappresentanza esclusivamente al femminile che per la struttura organizzativa molto articolata. Per queste ragioni e per il successo della sua crescita (oggi conta 1.350.000 iscritte) è oggetto di studio in molte parti del mondo, sia industrializzato che non.</span><span style="font-family: Arial;"> La presenza del Segretario Generale CGIL al congresso di Sewa deriva, come ha spiegato nel suo intervento, non solo dal fatto che questo sindacato indiano “rappresenta, organizza e dà una voce collettiva alle donne, con particolare cura ed attenzione per le più vulnerabili ed emarginate”; ma anche perché “questo meeting è la conclusione formale di un progetto di cooperazione congiunta, durato tre anni, tra le nostre due organizzazioni, con l&#8217;obiettivo di assicurare un lavoro dignitoso a tutti, fondamentale aspirazione del movimento sindacale”.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"> Proprio su questo tema Camusso ha centrato il suo intervento: “Restano grandi differenze tra i sessi nel mondo del lavoro, nel quale le donne e soprattutto le giovani donne rappresentano uno dei segmenti più vulnerabili. E c&#8217;è ancora molta strada da fare per ottenere pari opportunità per le ragazze e le giovani donne nella società mondiale e superare le ineguaglianze di genere”. Un lavoro che sconta alcuni pregiudizi. “A volte &#8211; ha sottolineato &#8211; la gente non capisce perché le organizzazioni sindacali siano per loro importanti o quale ruolo svolgano. Ciò accade soprattutto in situazioni in cui si negano diritti umani fondamentali, uno dei quali è proprio la libertà di associazione.  Organizzare le giovani donne è la &#8216;conditio sine qua non&#8217; per la realizzazione dell&#8217;agenda per il lavoro dignitoso”.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"> Susanna Camusso ha poi ricordato “un importante campagna nazionale lanciata dalla CGIL sulla violenza contro le donne”, riassunta negli striscioni che campeggiano sulla sede di corso d&#8217;Italia e sulle altre 134 sedi in tutta Italia con su scritto: &#8216;La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti&#8217;. Proprio su questo stesso tema, Camusso ha concluso: </span><span style="font-family: Arial;">“</span><span style="font-family: Arial;">Nelle scorse settimane ci siamo sentiti molto orgogliosi e solidali con il popolo indiano, che è stato capace di rompere il muro di silenzio esistente intorno alla violenza sulle donne. La reazione popolare indiana ci ha confermato che questa lotta non ha né frontiere geografiche, né distinzioni di condizione sociale o di religione, ma che si tratta di una lotta culturale, correlata ai principi universali del rispetto della dignità umana e, quindi, al significato dell&#8217;identità individuale, che è parte di tutti noi in quanto esseri umani”.</span></p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Progetto Mozambico &#8220;Mamme a lavorare, bimbi a scuola!&#8221;, presentata la relazione intermedia</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 11:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 gennaio 2013 è stata presentata la relazione intermedia del Progetto Mozambico &#8220;Mamme a lavorare, bimbi a scuola!&#8221; realizzato da Progetto Sviluppo in collaborazione con Iscos Emilia Romagna e Mani Tese e co-finanziato dalla Provincia di Roma. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; ____________ leggi la Relazione (pdf)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 gennaio 2013 è stata presentata la relazione intermedia del Progetto Mozambico &#8220;Mamme a lavorare, bimbi a scuola!&#8221; realizzato da Progetto Sviluppo in collaborazione con Iscos Emilia Romagna e Mani Tese e co-finanziato dalla Provincia di Roma.</p>
<p><a href="http://www.prosvil.cgil.it/?attachment_id=3177" rel="attachment wp-att-3177"><img class="alignleft size-full wp-image-3177" alt="mozambico" src="http://www.prosvil.cgil.it/media/mozambico.jpg" width="295" height="215" /></a></p>
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<p>____________<br />
<a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/Relazione-intermedia-Prosvil-Mozambico.pdf">leggi la Relazione (pdf) </a></p>
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		<title>APPELLO delle organizzazioni della società civile alle istituzioni e alla politica</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Cooperazione internazionale allo sviluppo: tessuto connettivo della comunità globale Appello delle organizzazioni della società civile  alle istituzioni e alla politica Nel mondo attuale diritti, responsabilità, interessi, assumono dimensioni globali, facendo sparire la distinzione tra istanze nazionali e processi internazionali. Per questo crediamo che qualsiasi partito o coalizione sia chiamata a governare l’Italia nella prossima [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> La Cooperazione internazionale allo sviluppo: tessuto connettivo della comunità globale</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><b>Appello delle organizzazioni della società civile  alle istituzioni e alla politica </b></p>
<p>Nel mondo attuale diritti, responsabilità, interessi, assumono dimensioni globali, facendo sparire la distinzione tra istanze nazionali e processi internazionali. Per questo crediamo che qualsiasi partito o coalizione sia chiamata a governare l’Italia nella prossima legislatura debba attuare una migliore e più coerente politica globale di sviluppo. In quanto organizzazioni della società civile impegnate nella lotta all’ingiustizia, nella promozione di un mondo più equo e sostenibile,  nell&#8217;affermazione della pace, della coesione sociale, dei diritti delle donne e delle bambine, nei partenariati condivisi, chiediamo che la cooperazione internazionale allo sviluppo diventi la componente qualificante delle relazioni internazionali dell&#8217;Italia, più che l’impiego delle nostre forze militari all’estero. Le politiche per i diritti umani, la solidarietà, l’equità, la sostenibilità e la pace devono divenire elementi centrali della strategia internazionale dell’Italia, con chiare priorità geografiche e tematiche, promuovendo la partecipazione di tutti gli attori, pubblici e privati, legando strettamente le politiche e le pratiche nazionali a quelle dei territori: perché questo sistema di relazioni e di soggetti impegnati nella solidarietà e cooperazione internazionale è la forza reale del nostro Paese. L&#8217;Italia può e deve compiere una trasformazione culturale aprendosi alle sfide globali, dotandosi di una cooperazione internazionale allo sviluppo più attuale  ed efficiente, che assicuri la coerenza, il coordinamento e l’efficacia delle politiche.</p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>QUELLO CHE CHIEDIAMO IN 10 PUNTI: NUOVE POLITICHE, NUOVI STRUMENTI, NUOVE RISORSE </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1.    Nella composizione del prossimo Governo sia presente un <b>alto referente politico alla guida della cooperazione</b> <b>internazionale allo sviluppo </b>con una delega piena e ampia sui temi della cooperazione internazionale allo sviluppo.</p>
<p>2.    Nel primo anno della prossima Legislatura il Parlamento riprenda e porti a termine <b>la riforma legislativa della cooperazione</b> italiana, accogliendo le proposte scaturite dal Forum della cooperazione di Milano dell&#8217;ottobre 2012 e favorendo la più ampia convergenza delle istanze di tutti gli attori, pubblici e privati, della cooperazione internazionale allo sviluppo del nostro Paese.</p>
<p>3.    Il futuro Governo favorisca il <b>coordinamento nazionale</b> delle iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo, sostenendo e valorizzando in particolare il <b>contributo della società civile</b> impegnata nella solidarietà internazionale e la cooperazione e i <b>partenariati territoriali</b>.</p>
<p>4.    Dal 2014 il Governo si impegni a destinare una <b>quota crescente di</b> <b>risorse</b> alle politiche di cooperazione internazionale allo sviluppo e a varare un <b>piano di riallineamento progressivo</b> e credibile degli aiuti italiani con gli obiettivi concordati in sede internazionale.</p>
<p>5.    Il futuro Governo garantisca una maggiore e più attiva partecipazione dell’Italia nella definizione delle politiche e nell’attuazione della <b>cooperazione europea </b>e delle <b>organizzazioni internazional</b>i.</p>
<p>6.    Il futuro Governo e le forze parlamentari si impegnino ad attuare pienamente una politica estera di distensione e promozione della pace, <b>riducendo produzione, vendita e impiego degli armamenti</b>, reinvestendo le risorse liberate nel budget nazionale in politiche coerenti di coesione sociale, aiuto e cooperazione internazionale allo sviluppo, attente alle tematiche trasversali delle relazioni di genere e della salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>7.    Il futuro Governo e le forze parlamentari si impegnino, a partire dal  2013, a <b>dedicare una quota considerevole dei fondi del Decreto per le Missioni Internazionali di Pace</b> ai progetti proposti dalle ONG per le aree di riferimento, per l&#8217;aiuto umanitario, il rafforzamento dei processi democratici e il sostegno ai percorsi di pacificazione in favore delle popolazioni colpite da guerre civili e conflitti regionali e la promozione dei diritti delle donne.</p>
<p>8.    Il Parlamento e il Governo <b>rafforzino la</b> <b>Tassa sulle Transazioni Finanziarie</b> includendo nella base imponibile <b>tutti gli</b> <b>strumenti</b> <b>derivati </b>edapplicandola <b>ad ogni singola operazione</b> e non al saldo netto di fine giornata come previsto nell’attuale normativa. Il <b>gettito</b> sia destinato alle politiche sociali nazionali, alla cooperazione internazionale allo sviluppo e al contrasto ai cambiamenti climatici.</p>
<p>9.    Il Governo <b>rimuova le barriere fiscali, normative e burocratiche</b> <b>che ostacolano l&#8217;impegno della società civile</b> nella realizzazione dei programmi di cooperazione internazionale allo sviluppo: stabilizzi ed elimini i massimali del 5&#215;1000 e ne garantisca la rapida erogazione, innalzi il tetto delle donazioni deducibili, esenti dall’IRAP e riduca le tariffe postali per le Onlus, garantisca la quota per la “lotta alla fame nel mondo” dell&#8217;8&#215;1000.</p>
<p>10.    Il Governo <b>rispetti gli</b> <b>impegni sulla trasparenza</b> presi dall&#8217;Italia al Forum sull&#8217;Efficacia degli Aiuti di Busan, implementando lo standard comune per la pubblicazione elettronica periodica e completa delle risorse utilizzate per la cooperazione internazionale allo sviluppo e dei risultati ottenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i><span style="text-decoration: underline;">I Promotori dell’Appello al 14 gennaio 2013:</span></i></b></p>
<p><i> </i></p>
<ul>
<li><i>AIDOS</i></li>
<li><i>Arcs-ARCI</i></li>
<li><i>Associazione ONG Italiane </i></li>
<li><i>CINI &#8211; Coordinamento Italiano Network Internazionali (Actionaid, AMREF, Save the         Children, Emergenza Sorrisi, Terre des hommes, VIS)</i></li>
<li><i>CMSR &#8211; Centro Mondialità Sviluppo Reciproco  di Livorno</i></li>
<li><i>COASIC &#8211; Coordinamento ONG e Associazioni di Solidarietà Internazionale della Campania</i></li>
<li><i>COCIS </i></li>
<li><i>CoLomba – Coordinamento delle ONG Lombarde</i></li>
<li><i>Comunità Papa Giovanni XXIII</i></li>
<li><i>CONGER &#8211; </i><i>Coordinamento delle ONG dell&#8217;Emilia Romagna</i></li>
<li><i>CONGASS </i><i>- Coordinamento ONG e Associazioni di Solidarietà Siciliane</i></li>
<li><i>Coordinamento ONG e Associazioni di Cooperazione Internazionale della Toscana</i></li>
<li><i>COP &#8211; Consorzio delle  ONG Piemontesi</i></li>
<li><i>Cooperazione Lazio &#8211; Coordinamento ONG del Lazio</i></li>
<li><i>COSPE &#8211; Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti</i></li>
<li><i>Dokita onlus</i></li>
<li><i>FOCSIV-  </i><i>Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario</i></li>
<li><i>GCAP Italia – Coalizione italiana contro la povertà</i></li>
<li><i>IPSIA-ACLI</i></li>
<li><i>Link 2007 &#8211; Cooperazione in Rete (Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Medici con l’Africa Cuamm, GVC, ICU, Intersos, Lvia)</i></li>
<li><i>Mani Tese</i></li>
<li><i>Marche Solidali &#8211; Coordinamento delle Organizzazioni Marchigiane di cooperazione ed educazione allo sviluppo</i></li>
<li><i>Osservatorio Italiano sull&#8217;Azione Globale contro l&#8217;AIDS.</i></li>
<li><i>Oxfam Italia </i></li>
<li><i>Progetto Sud</i></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Montevideo: Conferenza Internazionale sui diritti dei migranti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 08:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[DECENT WORK]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sidebar-Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta a Montevideo, il 21 novembre 2012, la Conferenza sui diritti dei migranti ed il ruolo dei sindacati, con la partecipazione dei sindacati della regione del Mercosur e della Confederazione dei Sindacati delle Americhe. L&#8217;iniziativa è stata promossa dall&#8217;INCA Area Estero e dal Dipartimento Politiche Globali della CGIL, in occasione dell&#8217;assemblea annuale delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Si  è svolta a Montevideo, il 21 novembre 2012, la Conferenza sui diritti dei  migranti ed il ruolo dei sindacati, con la partecipazione dei sindacati  della regione del Mercosur e della Confederazione dei Sindacati delle  Americhe.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;iniziativa  è stata promossa dall&#8217;INCA Area Estero e dal Dipartimento Politiche  Globali della CGIL, in occasione dell&#8217;assemblea annuale delle sedi INCA  del sub continente latinoamericano, per uno scambio di esperienze e per  rafforzare la cooperazione tra sindacati e servizi di assistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I dati  presentati durante la conferenza parlano chiaro: la migrazione verso  l&#8217;Europa è in calo, mentre cresce la migrazione tra gli stessi paesi del  sub continente e si fa sentire il flusso di rientro sulle dinamiche  nazionali, a conferma di come i flussi migratori dipendano direttamente  dall&#8217;andamento del mercato del lavoro in una dimensione globale, quindi,  non più programmabili con politiche locali e nazionali. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Se il  flusso di rientro dall&#8217;Europa, in particolare dalla Spagna, è in parte  mitigato dalla richiesta di mano d&#8217;opera specializzata in Brasile,  Argentina ed Uruguay, le condizioni di lavoro, il riconoscimento dei  diritti e l&#8217;integrazione dei migranti in America latina presentano  forse, più ombre che luci. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Innanzitutto,  non esistendo banche dati aggiornate ed affidabili sul fenomeno  migratorio, diventa estremamente difficile poter elaborare analisi e  monitorare le dinamiche dentro il sub continente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">I  sindacati locali non sono attrezzati per svolgere un&#8217;azione di tutela e  di assistenza dei diritti dei lavoratori immigrati, privi di esperienze,  in quanto cresciuti in un contesto di emigrazione, e senza poter  contare su legislazioni adeguate, se si fa eccezione per l&#8217;Argentina che  gode di una legge definita molto progressista, ma non applicata.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per la  CSA (struttura regionale della Confederazione Internazionale dei  Sindacati), la migrazione è vissuta come la negazione del diritto allo  sviluppo, per poi dichiarare la necessità di garantire uguali diritti ai  lavoratori ed alle lavoratrici costrette ad emigrare, puntando il dito  sulle discriminazioni che i migranti subiscono nei paesi di accoglienza  in Europa ed in Nord America. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ma il  fenomeno è oramai esteso alla migrazione “sud &#8211; sud”, tra gli stessi  paesi latinoamericani, dove si riproducono gli stessi fenomeni di  sfruttamento, di violazione dei diritti umani fondamentali, di  emarginazione e di dumping sociale. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mancando  legislazioni adeguate e progressiste, in presenza di forti  contraddizioni e disuguaglianze tra paesi confinanti, come è il caso del  Brasile con i paesi andini ed il Paraguay, si creano ampie sacche di  lavoro nero, nelle piantagioni, nell&#8217;industria estrattiva, nel tessile e  nel lavoro domestico.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-size: small;">Dalla  Conferenza esce una richiesta di cooperazione che il sistema INCA CGIL  può fornire, mettendo a disposizione la propria rete di uffici e di  personale presenti in Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Perù,  Venezuela, ipotizzando una nuova strategia di collaborazione sindacale  in grado di intercettare i nuovi migranti di rientro dall&#8217;Europa nei  propri paesi di origine ed i tanti discendenti dei vecchi migranti  italiani che potrebbero usufruire dei servizi del patronato per vedere  garantiti i propri diritti. </span></p>
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		<title>Corso di videoproduzione a Roma per due esponenti di Sewa Academy</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 10:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto India MAE Aid 9221  “Rafforzamento della leadership di base ed empowerment delle donne per promuovere i diritti nello Stato del Gujarat, India” (terza annualità) Report corso di videoproduzione per due esponenti di Sewa Academy Dal 6 al 20 Ottobre si è tenuto il workshop di videoproduzione organizzato da Progetto Sviluppo nell’ambito del progetto MAE [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetto India MAE Aid 9221  “Rafforzamento della leadership di base ed empowerment delle donne per promuovere i diritti nello Stato del Gujarat, India” (terza annualità)</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Report corso di videoproduzione per due esponenti di Sewa Academy</span></p>
<p>Dal 6 al 20 Ottobre si è tenuto il workshop di videoproduzione organizzato da Progetto Sviluppo nell’ambito del progetto MAE Aid 9221 volto alla formazione ed empowerment delle donne nello stato del Gujarat, India, in collaborazione con l’Academy di SEWA (Self Empowerment Women Association).</p>
<p>Il corso, tenuto da FlexVideo, factory di produzione audio/video, negli spazi dell’Associazione Fortebraccio56, sita in Roma, ha visto la partecipazione in qualità di formatore di Stefano Cormino e di Rosella Fanelli come mediatrice culturale e interprete di lingua hindi.</p>
<p>Le due partecipanti al corso sono state Naila Gita Dilipkumar e Mali Nisha Surajprasad, appartenenti rispettivamente al SEWA Academy nella sezione ricerca, e alla stazione radio, sempre collegata al SEWA, Rudino Radio</p>
<p>Durante il workshop sono state studiate le tecniche di produzione audio/video digitale, mettendo a confronto le tecnologie e le metodologie di lavoro in digitale con quelle analogiche. A differenza delle passate esperienze il corso ha avuto un approccio molto più teorico ed è stato reso accessibile anche a chi fosse privo di una preparazione specifica. L’obiettivo era illustrare in maniera generica e facilmente condivisibile le logiche e le procedure sottostanti l’attività di produzione audiovisiva: dalla ripresa audio/video fino alla diffusione dei video sul web. In quest’ottica il corso non si è focalizzato sull’uso di specifici strumenti, ma a partire da una dotazione tecnica professionale: videocamera + microfoni e dal software di editing Final Cut, ha evidenziato le funzionalità e le tecniche comuni nell’ambito della comunicazione audio/video.</p>
<p>Inoltre al fine di mostrare come attraverso la rete sia possibile attuare efficaci strategie di comunicazione in ambito sociale/sindacale/politico, sono state effettuate due incontri presso la sede della web radio e TV Radio Articolo 1 e di “Inarea” una delle più importanti agenzie di design e comunicazione in Italia.</p>
<p>Per fornire le partecipanti di uno strumento concreto con cui poter verificare e condividere anche successivamente le competenze acquisite è stato realizzato un tutorial testuale, in formato PDF e Word, completo di illustrazione esemplificative.</p>
<p>Ai fini della comprensione reciproca fondamentale è stata la mediazione culturale di Rosella Fanelli che ci ha permesso fin da subito di dialogare senza subire i limiti legati alle differenze linguistiche. Di seguito un breve reportage dei giorni del workshop.</p>
<p>Sabato 6 ottobre, circa alle 20 sono arrivate le partecipanti Nisha e Gita. Sono state accolte in aeroporto dalla mediatrice culturale ed accompagnate al loro alloggio.</p>
<p>Domenica 7 Ottobre alle ore 10.30 è avvenuto l’incontro con le partecipanti Nisha e Gita. Abbiamo condiviso il calendario del workshop, definendo al meglio gli obiettivi del progetto. Ci siamo confrontati sulle esigenze delle partecipanti e sulle loro aspettative.</p>
<p>Nei giorni 8, 9 e 10 Ottobre sono state fornite informazioni per un uso di base delle videocamere (il modello di camera utilizzato è stato una Panasonic 3 CCD, Mini-Dv Pal, modello AGDVX100) e dei microfoni (clip radio e mic direzionale semicardiode). Sono state fornite dimostrazioni pratiche di ripresa in modalità manuale ed automatica su treppiede e a mano.</p>
<p>Durante questa fase si è evidenziato immediatamente un forte interesse delle partecipanti per le materia, volendo tracciare delle differenze mentre Gita ha dimostrato grande attenzione nella trascrizione delle competenze acquisite, Nisha si è interessata molto alla parte sonora, dimostrando una spiccata praticità ed intuitività nell’uso delle attrezzature. Al fine di rendere immediatamente utile il lavoro svolto, sono state realizzate alcune simulazioni pratiche di interviste audiovisive.</p>
<p>Il giorno 11, alle 10.30 le partecipanti hanno visitato la sede della web radio e TV Radio Articolo 1, la radio-televisione collegata alla CGIL. L’incontro è stato suddiviso in 2 fasi. in una prima fase hanno potuto visitare i diversi ambienti della struttura prendendo conoscenza dell’organizzazione della web radio e TV. Nell’altra fase hanno partecipato alla trasmissione in diretta di alcuni programmi ed hanno potuto confrontarsi con la regista rispetto alle dotazioni tecniche e ad alcuni redattori in merito al loro lavoro in ambito sociale e politico.</p>
<p>Nel pomeriggio il corso è ripreso normalmente. Attraverso il tutorial sono state verificate le competenze fin qui trasmesse. Sono stati trattati i seguenti temi: caratteristiche comuni dell’editing non lineare, workflow della post produzione.</p>
<p>I giorni 12 e 13 Ottobre il workshop si è focalizzato sull’utilizzo dei software di editing. E’ stata realizzata una sintetica scheda con i requisiti di sistema dei principali software di editing: Adobe Premiere e Final Cut Pro. A partire dal programma in uso nel corso: Final Cut, rispetto a tutti i processi trattati, sono state evidenziate le funzioni comuni ed indispensabili ad una conoscenza di base per la realizzazione di un montaggio audiovideo su qualsiasi piattaforma informatica.</p>
<p>In questa fase ci siamo occupati dell’acquisizione e quindi della digitalizzazione dei materiali audio-video, con un particolare approfondimento sui codec video.</p>
<p>Il giorno 14 il workshop si è interrotto per una giornata di riposo. Alle partecipanti è stato chiesto di controllare gli appunti presi, per verificare la chiarezza delle conoscenze acquisite.</p>
<p>Il giorno 15 Ottobre al mattino le partecipanti hanno visitato la sede nazionale della CGIL Confederale. Qui hanno incontrato Silvana Cappuccio  che rappresenta la CGIL nelle relazioni con l&#8217;OIL e si occupa delle politiche di genere, dei diritti umani e sindacali e delle relazioni con l&#8217;Africa Subsahariana e l&#8217;Asia e successivamente Leopoldo Tartaglia, coordinatore del dipartimento delle politiche globali della CGIL, colui che segue i lavori del CSI, PERC, CES, TUAC, le politiche della cooperazione, il commercio internazionale e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese.</p>
<p>Nel pomeriggio il corso è ripreso, abbiamo trattato i seguenti temi: interfaccia di un software di editing, organizzazione delle cartelle nel browser; apertura, salvataggio e chiusura di un progetto; creazione e gestione di clip e sequenze.</p>
<p>Il giorno 16 al mattino le partecipanti hanno visitato la sede di Inarea, un’importantissima agenzia di design e comunicazione (il presidente è stato l’ideatore del logo della CGIL: il quadrato rosso) Qui in una sala appositamente allestita due rappresentanti dell’agenzia hanno illustrato come nasce e si struttura, attraverso l’uso di media diversi: video, immagini, siti web, social network, una campagna di comunicazione sociale/sindacale/politica. In esame è stata presa la campagna “Ricostruiamo l’Italia” (<a href="http://www.ricostruiamolitalia.it" target="_blank">www.ricostruiamolitalia.it</a>) realizzata per la FLC CGIL.</p>
<p>Nel pomeriggio durante il corso abbiamo iniziato ad utilizzare il nostro software di editing. Abbiamo approfondito le impostazioni di base comuni a tutti i software oggi in uso. Alle partecipanti è stato chiesto di verificare quanto appreso, attraverso una serie di domande e la possibilità di usare direttamente le attrezzature dello studio di postproduzione.</p>
<p>I giorni 17, 18 il corso ha trattato i temi seguenti: inserimento di clip in una sequenza: insert e overwrite, drag-to-timeline; lavorare con le clip in timeline: editing di base e gestione delle tracce audio e video; concetti base per lavorare con l’audio; aggiungere, modificare e cancellare transizioni video e audio; gestione dell’audio in timeline; introduzione all’uso della funzione motion e regolazione dei parametri con i keyframe; still images and graphics; generazione di titoli e di clip interni ai software; tecniche e gestione dei processi di rendering. Per ognuno di questi temi, come già in precedenza, è stato intrapreso un approfondimento teorico durante il quale anche attraverso l’uso di semplici esempi grafici e matematici sono stati mostrati i concetti informatici alla base dell’editing non lineare.</p>
<p>Il giorno 19 Ottobre, ultimo giorno di corso, l’incontro si è concentrato sulla diffusione dei materiali audio-video: esportazione dei file, l’ottimizzazione per uso web e DVD video. C’è stata una verifica delle informazioni e delle competenze. Ci siamo confrontati sulla documentazione dell’attività svolta ed è stato messo a punto il tutorial.</p>
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		<title>Cittadinanza partecipata in Bolivia: relazione sulla prima fase del progetto</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 11:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cittadinanza partecipata in Bolivia. Progetto pilota di formazione integrale per donne e uomini di comunità indigene della Provincia di Ingavi [Dipartimento di La Paz, Bolivia] Relazione sulla prima fase progettuale 1 aprile – 28 settembre 2012 Localizzazione Il progetto si realizza nel territorio della Provincia di Ingavi, Dipartimento di La Paz, Bolivia. Giustificazione Le popolazioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cittadinanza partecipata in Bolivia.<br />
Progetto pilota di formazione integrale per donne e uomini di comunità indigene della Provincia di Ingavi [Dipartimento di La Paz, Bolivia]</p>
<p>Relazione sulla prima fase progettuale<br />
1 aprile – 28 settembre 2012</p>
<p>Localizzazione</p>
<p>Il progetto si realizza nel territorio della Provincia di Ingavi, Dipartimento di La Paz, Bolivia.</p>
<p>Giustificazione </p>
<p>Le popolazioni indigene boliviane &#8211; al pari di quelle di tutto il continente &#8211; sono state relegate da sempre in fondo alla scala sociale. Con la Costituzione del 2009 essi sono stati riconosciuti come soggetti attivi nel processo di trasformazione in atto nel Paese, tale conquista si traduce nella possibilità di far valere a tutti i livelli istituzionali le istanze di coloro che &#8211; pur rappresentando l’ampia maggioranza degli abitanti del Paese &#8211; sono i più poveri e tradizionalmente i più oppressi ed esclusi, richiamandosi così agli orientamenti espressi dall’ONU negli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo.</p>
<p>Finalità</p>
<p>Scopo del progetto è quello di favorire e rafforzare la partecipazione politica da parte di donne e uomini indigeni e contadini della Provincia di Ingavi, per affermare una visione indigena di sviluppo rurale che contribuisca alla costruzione di una nazione boliviana democratica, equa e interculturale. </p>
<p>Obiettivo specifico</p>
<p>In tale prospettiva, l’intervento intende rispondere alla richiesta di formazione integrale, che valorizzi le tradizioni ancestrali, proveniente di donne e uomini aymara della Provincia di Ingavi, affinché essi possano diventare agenti di sviluppo a livello locale, regionale, dipartimentale e nazionale. </p>
<p>Descrizione attività</p>
<p>Il progetto è frutto di un lungo lavoro di concertazione realizzato dal Gruppo di Lavoro Dipartimentale di La Paz (GTD) &#8211; strumento operativo promosso e organizzato dal Programma delle Nazioni Unite ART PNUD Bolivia &#8211; che raggruppa i soggetti istituzionali e sociali attivi nel territorio, alcuni dei quali coinvoltisi in tempi successivi alla prima stesura del documento di progetto.</p>
<p>L’attività è formalmente iniziata il 1 aprile 2012, dopo una fase preliminare sostanziata dalla preparazione e dalla messa in atto di quattro moduli formativi [Costituzione politica dello Stato plurinazionale di Bolivia; Amministrazione e controllo nella gestione delle risorse pubbliche; Decolonizzazione culturale e Bien vivir, ossia un approccio etico e estetico alla vita, verso un benessere condiviso basato sull’armonia tra tutti i viventi e con Pacha Mama, la Madre Terra] erogati a rappresentanti delle comunità indigene della provincia di Ingavi.</p>
<p>Tale fase preliminare è servita anzitutto a definire più approfonditamente i ruoli e a mettere a punto i rapporti fra i diversi protagonisti dell’intervento &#8211; Programma ART delle Nazioni Unite [che promuove il progetto e struttura il coordinamento fra i vari attori], Governo Autonomo del Dipartimento di La Paz [GADLP, che rappresenta le Istituzioni pubbliche], Scuola di Gestione Pubblica Plurinazionale [EGPP, che collabora a implementare la metodologia formativa], Università Maggiore di San Andres [UMSA, che coordina l’esecuzione del progetto], varie ONG locali [coordinate da CIPCA] e Suyo Ingavi Suyo Ingavi di Markas, Ayllus e Comunità Originarie [SIMACO, che rappresenta i destinatari dell’intervento, secondo le loro forme istituzionali originarie].<br />
Non meno importante è stata l’opportunità di sperimentare sul campo l’efficacia della relazione formativa con le comunità interessate, potendo così rilevare alcune criticità che potranno così essere agevolmente affrontate in vista della fase più propriamente inerente l’articolazione del progetto.</p>
<p>Partendo da tali premesse, dall’inizio del progetto:<br />
·	sono stati definiti gli accordi fra i vari attori coinvolti nella sua realizzazione;<br />
·	è stato selezionato e contrattato, con bando pubblico, il coordinatore dell’intervento;<br />
·	sono stati selezionati e contrattati, con bando pubblico, i consulenti per l’équipe di lavoro;<br />
·	sono state realizzate, attraverso una ricognizione in ognuna delle 9 markas interessate, le attività propedeutiche al percorso formativo [rilevazione delle necessità e delle risorse, disegno dei contenuti e proposta metodologica], il cui esito è stato poi restituito a SIMACO per la sua validazione, prima di procedere alla stampa;<br />
·	sono stati stampati i materiali di promozione del corso, così come quelli da assegnare ai corsisti;<br />
·	è stata equipaggiata opportunamente la sede di SIMACO, dove si realizzerà una parte importante dell’attività formativa.</p>
<p>Ora il progetto entra nel vivo, con l’esecuzione, il monitoraggio e la valutazione dei 3 percorsi di formazione integrale:<br />
1.	Percorso di formazione permanente<br />
Destinato a donne e uomini che vivono nelle 9 markas distribuite nella Provincia di Ingavi, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, con preferenza per i più giovani.<br />
L’intero percorso, semiresidenziale, avrà una durata di 12 mesi (720 ore accademiche). Le sessioni formative residenziali, aventi cadenza mensile, avranno una durata di 3 giorni.<br />
Il percorso sarà articolato in 4 moduli didattici: sviluppo produttivo; gestione pubblica interculturale; partecipazione popolare nella gestione pubblica; formazione politica.<br />
2.	Percorso di formazione specifica<br />
Destinato a dirigenti comunitari indigeni – donne e uomini – della Provincia di Ingavi.<br />
L’intero percorso, semiresidenziale, avrà una durata di 4 mesi (264 ore accademiche). Le sessioni formative residenziali, aventi cadenza mensile, avranno una durata di 3 giorni.<br />
Il percorso sarà articolato in 4 moduli didattici: genere; ruoli e funzioni dell’amministrazione pubblica; leadership; novità normative dello Stato.<br />
3.	Percorso di formazione decentrata (a livello di Marka)<br />
Destinato a donne e uomini che vivono nelle 9 markas distribuite nella Provincia di Ingavi.<br />
L’intero percorso sarà svolto nelle 9 sedi decentrate di SIMACO (una per marka) e avrà una durata complessiva di 5 mesi (55 ore accademiche). Le sessioni formative, aventi cadenza mensile, avranno una durata di 1 giorno.<br />
L’itinerario, dal forte approccio di genere, prevederà momenti formativi differenziati per donne e per uomini, con l’obiettivo di sensibilizzare in modo mirato entrambe le componenti sui diritti – sociali, lavorativi e politici – della donna. Quanto elaborato separatamente sarà poi condiviso in momenti comuni e sistematizzato.<br />
Il percorso sarà articolato in 5 moduli didattici: genere; diritti dei Popoli Indigeni Originari Contadini; sviluppo produttivo; novità normative dello Stato; democrazia.</p>
<p>La metodologia formativa combinerà tecniche didattico-pedagogiche attuali e recupero di saperi locali tradizionali, oltre a un forte approccio di genere, trasversale a tutte le sue componenti.<br />
L’intervento ha carattere di forte innovatività &#8211; nei contenuti e nelle modalità di esecuzione &#8211; in quanto rappresenta un’esperienza-pilota non solo a livello dipartimentale, ma nazionale: esso intende concretizzare il processo di decentramento auspicato dalla nuova Costituzione, volto a un maggior riconoscimento e alla valorizzazione dei diversi Saperi che fanno della Bolivia uno Stato plurinazionale.</p>
<p>La fase conclusiva dell’intervento sistematizzerà l’esperienza mettendo a punto un modello formativo integrale replicabile nel tempo anche in altre aree del territorio boliviano ad alta concentrazione indigena, dove emergano bisogni formativi analoghi a quelli della Provincia di Ingavi. Al fine di assicurarne la sostenibilità e la qualità, il modello formativo che si intende elaborare sarà frutto del lavoro congiunto di diversi attori &#8211; istituzionali e non &#8211; che operano in loco con specifiche competenze e a differenti livelli.</p>
<p>I beneficiari diretti sono, complessivamente, 710 indigeni aymara (409 donne e 301 uomini) che vivono nella Provincia di Ingavi. I beneficiari indiretti sono 3.550 persone, familiari dei partecipanti ai 3 percorsi formativi (si calcolano nuclei familiari medi di 6 persone).</p>
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		<title>India Gujarat: seminario sul Decent Work con le donne di Sewa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 10:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sidebar-Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel quadro della cooperazione tra la CGIL e l&#8217;organizzazione sindacale indiana SEWA (Self Employed Women Association), si è tenuto un seminario di cinque giorni sul “Decent Work”  ad Ahmedabad, capitale del Gujarat, dal 29 settembre al 4 ottobre 2012. L&#8217;iniziativa ha costituito una delle attività previste da un corposo progetto triennale (che si concluderà ad [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro della cooperazione tra la CGIL e l&#8217;organizzazione sindacale indiana SEWA (Self Employed Women Association), si è tenuto un seminario di cinque giorni sul “Decent Work”  ad Ahmedabad, capitale del Gujarat, dal 29 settembre al 4 ottobre 2012.</p>
<p><a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/india_marzo_2011_1_BS.jpg"><img title="india_marzo_2011_1_BS" src="http://www.prosvil.cgil.it/media/india_marzo_2011_1_BS-e1350468627102.jpg" alt="" width="403" height="302" /></a></p>
<p>L&#8217;iniziativa ha costituito una delle attività previste da un corposo progetto triennale (che si concluderà ad aprile 2013), finanziato a Prosvil dal Ministero degli Affari Esteri, dal titolo “Rafforzamento della leadership di base ed empowerment delle donne per promuoverne i diritti nello Stato del Gujarat, in India”. Questo progetto è finalizzato alla promozione dei diritti delle donne del Gujarat, mediante il potenziamento degli strumenti di comunicazione e di formazione a diversi livelli. Tra le principali attività sono previsti degli interventi formativi per 12.000 militanti di base e dirigenti, per un approfondimento del programma dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sul decent work.</p>
<p>SEWA, costituitasi nel 1972, organizza soprattutto delle donne provenienti dai settori dell&#8217;economia informale, che svolgono una varietà di attività, dalle confezioni ai ricami alla produzione di beedis (sigarette locali)  e molto altro ancora. In India si stima che il 94% della forza lavoro femminile sia nell’informale.</p>
<p>SEWA rappresenta un’esperienza interessante e molto speciale nel suo genere sia per la composizione della sua rappresentanza esclusivamente al femminile che per la struttura organizzativa molto articolata (dispone di cooperative, di una banca che facilita il microcredito alle donne sprovviste di mezzi e di una serie di servizi distribuiti capillarmente sul territorio per l’accesso ai beni essenziali). Per queste ragioni e per il successo della sua crescita – oggi conta 1.350.000 iscritte – è oggetto di studio in molte parti del mondo, sia industrializzato che non, e attira l’attenzione di parecchi visitatori interessati a conoscerne il modello. Il Gujarat ha una storia importante, fatta di cultura gandhiana e sindacale: è lo Stato di Gandhi, dove il Mahatma visse al ritorno dal Sudafrica e da dove fece partire la marcia del sale; è anche la regione dove nei secoli scorsi si sviluppò una fiorente produzione di ricami, tessuti e confezioni che ne fecero uno dei più rilevanti centri di raffinata esportazione tessile del mondo. Su questo retroterra, SEWA lancia la propria missione per il riscatto delle lavoratrici più emarginate. Grazie alle azioni che ha messo in campo, nel Gujarat è stata approvata una legge per le lavoratrici a domicilio nel 1975 e successivamente è stato istituito un tavolo di concertazione presso il Governo. SEWA oggi chiede l’approvazione di una legge analoga negli altri Stati.</p>
<p>I bisogni specifici, cui il progetto vuole rispondere, sono quelli conoscitivi, formativi e informativi: nel 1991 è stata costituita l&#8217;Academy, che è l&#8217;area su cui poggia l&#8217;implementazione del progetto di Prosvil e che ha una enorme potenzialità in termini di crescita, perchè la lotta contro l&#8217;analfabetismo e l&#8217;obiettivo dell&#8217;educazione sono riconosciuti da SEWA come elementi prioritari di avanzamento per la propria base.</p>
<p>Durante questi anni di svolgimento del progetto Prosvil, SEWA ha messo a punto un dettagliato programma sull&#8217;attuazione dell&#8217;obiettivo del decent work, con tre precipue finalità: coinvolgere il maggior numero di lavoratrici;  sostenere la piena occupazione; riconoscere la piena autonomia economica e decisionale delle donne. Quattro i canali individuati per realizzare queste finalità, attraverso una fitta rete di servizi per le iscritte: l&#8217;organizzazione sindacale e la contrattazione, la formazione professionale, il rafforzamento dei meccanismi di sicurezza sociale (salute, assistenza per bambini, assicurazione sociale, inclusa la casa), il sostegno all&#8217;accesso ai finanziamenti bancari.</p>
<p>La discussione che ha animato vivacemente le sessioni delle giornate seminariali si è caratterizzata per aver posto le questioni di genere e la formalizzazione o comunque la tutela del lavoro informale al cuore della realizzazione del decent work.</p>
<p>Il programma ha avuto una struttura articolata con comunicazioni di diverso taglio. Esperte/i hanno proposto delle comunicazioni su dei temi specifici, a cui è sempre seguito un approfondito dibattito su: la tutela dei diritti umani in relazione alle politiche di genere; la Raccomandazione OIL sul Social Protection Floor; la Dichiarazione OIL sui principi e diritti fondamentali al lavoro; l&#8217;impatto della globalizzazione sulla vita quotidiana delle lavoratrici a domicilio; i cambiamenti intergenerazionali nella composizione delle iscritte di SEWA; le trasformazioni negli stili di vita e nell&#8217;ambiente di lavoro grazie ai miglioramenti apportati dall&#8217;azione di SEWA nelle zone  più disagiate; i bisogni in termini di istruzione dei contadini per comprendere gli effetti del cambiamento climatico nella prospettiva del decent work; le cooperative SEWA sull&#8217;assistenza per le esigenze abitative; gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; le modalità di comunicazione a favore del decent work e delle lavoratrici dell&#8217;economia informale; la tutela della salute e la sicurezza sociale nel Gujarat.</p>
<p>Noi abbiamo gestito molte sessioni, esponendo delle relazioni o animando il dibattito in plenaria e nei gruppi. Sono state inoltre presentati dei contributi da Shanta Koshti, Segretaria di SEWA; Namrata Bali, Direttrice dell&#8217;Accademia di SEWA; Tine Staermose, Direttrice dell&#8217;ILO; Soma Parthasarthy, ricercatrice esperta di politiche di genere e sviluppo; Rahima Sheikh, dirigente SEWA; rappresentanti della cooperativa video SEWA; Bijal Bhatt, esperta politiche dell’abitazione di SEWA; K.G. Mehta, esperto in questioni dell’agricoltura; Labhu Thakkar e Bharti Parmar, delle cooperative SEWA per la casa;  Lina Patel, curatrice della Newsletter di SEWA e Neelam Krishchan, del dipartimento per la sicurezza sociale di SEWA.</p>
<p>Nel corso di un incontro che abbiamo avuto con la direttrice di SEWA Academy, Namrata Bali, dopo una sommaria valutazione sulle fasi concluse del progetto, si è concordata l&#8217;opportunità di continuare un partenariato tra la CGIL e SEWA anche dopo aprile 2013, magari con il coinvolgimento delle strutture di categoria interessate.</p>
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		<title>I giovani per il cambiamento sociale (Israele/Palestina): il rapporto del progetto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto “Giovani per il cambiamento sociale” è uno dei progetti più rodati ed importanti del WAC, Workers Advice Center, una organizzazione israeliana indipendente di rappresentanza dei lavoratori , che unisce i lavoratori senza distinzione di nazionalità, religione, sesso o colore della pelle. Dal suo inizio nel 2000 ad oggi, è cambiato e si è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Il progetto</h4>
<p>“Giovani per il cambiamento sociale” è uno dei progetti più rodati ed importanti del WAC, Workers Advice Center, una organizzazione israeliana indipendente di rappresentanza dei lavoratori , che unisce i lavoratori senza distinzione di nazionalità, religione, sesso o colore della pelle.</p>
<p>Dal suo inizio nel 2000 ad oggi, è cambiato e si è evoluto enormemente, fino a raggiungere la formula attuale, articolata su tre obiettivi:</p>
<p>- Creare degli spazi di incontro tra giovani arabi ed ebrei</p>
<p>- Aumentare la consapevolezza della necessità di un cambiamento sociale tra i giovani arabi ed ebrei</p>
<p>- Preparare i giovani al mercato del lavoro; far conoscere e capire i diritti dei lavoratori</p>
<h4>Il contesto</h4>
<p>Al fine di comprendere il contesto di questo progetto, ci sono alcuni fattori che devono<br />
essere presi in considerazione. Il più ovvio è il conflitto israelo-palestinese, la<br />
discriminazione in atto contro la popolazione araba in Israele, e di conseguenza le profonde disparità economiche e sociali tra arabi ed ebrei. Dopo la seconda Intifada, è diventato molto difficile creare punti d&#8217;incontro tra giovani ebrei e arabi. La maggior parte dei tentativi di dialogo sono saltati a causa di disaccordi politici e gli atteggiamenti che hanno sottolineato le differenze invece di cercare i punti di convergenza.<br />
Invece di partire dalle differenze politiche e dall&#8217;utilizzo di un linguaggio basato sull&#8217;identità nazionale, l&#8217;approccio WAC si basa su un discorso sociale che sottolinea il sostrato comune, tra giovani arabi ed ebrei, emerso nell&#8217;ultimo quarto di secolo in Israele.  Questo approccio è &#8220;basato sulla premessa che un profondo cambiamento sociale è necessario<br />
contemporaneamente in entrambe le comunità&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro aspetto, che rende il progetto più importante che mai, sono le rivolte e le rivoluzioni nel mondo arabo. Questi movimenti hanno ispirato attivisti in tutto il mondo, e hanno anche dato avvio al movimento di protesta in Israele nell&#8217;estate del 2011. Il movimento di protesta israeliano, chiamato &#8220;J14&#8243;, iniziò in contestazione all&#8217;alto costo della vita nel paese, ma il suo slogan principale è diventato &#8220;Le persone chiedono giustizia sociale&#8221;. Questo movimento ha portato ad un grande cambiamento nella coscienza pubblica, e centinaia di migliaia di persone hanno aderito alle dimostrazioni e ad agli accampamenti organizzati in tutto il paese. Sfortunatamente, ne la popolazione araba ne le classi operaie di più basso livello hanno preso parte a questo movimento la scorsa estate, e questo è un elemento che stiamo cercando di cambiare.<br />
Crediamo che i giovani siano quelli che determineranno il cambiamento, così come è successo nella rivoluzione egiziana e in movimenti di protesta di tutto il mondo. “Giovani per il cambiamento sociale” di WAC ha l&#8217;intento di responsabilizzare i giovani, sensibilizzandoli ed invitandoli ad essere attivi nelle loro comunità. Quando si portano<br />
insieme i giovani, arabi ed ebrei, in riunioni congiunte, si sottolinea loro il sostrato comune che tutti hanno oggi in questa realtà economica, a prescindere dal fatto di essere arabo ad ebreo. Ciò che conta è infatti se si è poveri o ricchi, e insieme si è tutti parte del 99%. Nelle sessioni con i giovani, si sottolinea perciò l&#8217;importanza della solidarietà, tra ebrei e arabi, tra lavoratori, tra le nostre comunità, i nostri amici e le famiglie.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>Quest&#8217;anno il progetto ha raggiunto risultati significativi, nostante in alcuni casi non sono stati soddisfatti tutti gli indicatori a causa del ritardo con cui è arrivata l&#8217;accettazione del progetto da parte del piano di sostegno di Cgil-Nexus. In sintesi le attività svolte sono state:</p>
<p>• 25 conferenze sul tema dei diritti dei lavoratori, in 6 scuole superiori. Per un totale di 631 alunni.<br />
• Sedute settimanali del movimento giovanile tenutesi in 4 scuole, 7 diverse classi,<br />
coinvolgendo più di 200 alunni.<br />
• 2 incontri congiunti tra giovani ebrei ed arabi, con più di 60 alunni che hanno<br />
partecipato a ciascuno di essi. I ragazzi hanno partecipato a 5 eventi speciali<br />
organizzati da WAC<br />
• 12 riunioni sulla programmazione e la messa in rete, con le scuole e le<br />
organizzazioni, al fine di pianificare le attività dell&#8217;anno seguente.<br />
Abbiamo imparato dalla nostra esperienza precedente che è meglio lavorare all&#8217;interno delle scuole, al fine di creare stabilità e continuità. Vediamo la continua evoluzione dei giovani anno dopo anno mentre li affianchiamo, ma sappiamo che il cambiamento reale richiede molta cura, e che è un processo di lunga durata. Cerchiamo perciò di lavorare non solo con gli alunni, ma anche con le scuole, al fine di trovare uno staff valido, ed aiutarlo a percorrere un processo di cambiamento. Coinvolgere e far lavorare gli insegnanti creerà sostenibilità e rafforzerà il progetto.<br />
Si può dire, con soddisfazione, che le scuole con cui si è lavorato lo scorso anno sono pronte a proseguire il percorso, per questa ragione si ha intenzione di continuare il programma nelle scuole attuali, oltre ad espandere l&#8217;attività in altre 5 nuove scuole. Ciò richiede la continuità del lavoro fin qui svolto, oltre alla stabilità ed ai fondi.</p>
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		<title>Tutela dei diritti dei lavoratori in Paraguay: il rapporto intermedio del progetto</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 12:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato presentato a luglio 2012 il secondo rapporto intermedio del progetto “Promozione di accesso alla giustizia dei lavoratori e delle lavoratrici del Paraguay per la tutela dei diritti del lavoro”. Nel dettaglio vengono illustrati le attività realizzate tra novembre 2011 e giugno 2012, i risultati conseguiti e le iniziative programmate per i mesi successivi. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato presentato a luglio 2012 il secondo rapporto intermedio del progetto “Promozione di accesso alla giustizia dei lavoratori e delle lavoratrici del Paraguay per la tutela dei diritti del lavoro”. Nel dettaglio vengono illustrati le attività realizzate tra novembre 2011 e giugno 2012, i risultati conseguiti e le iniziative programmate per i mesi successivi.</p>
<p><a href="http://www.prosvil.cgil.it/media/logo_rafael_barret31.jpg"><img title="logo_rafael_barret3" src="http://www.prosvil.cgil.it/media/logo_rafael_barret31.jpg" alt="" width="440" height="300" /></a></p>
<p>__________________</p>
<h3>Sintesi</h3>
<p>La realizzazione del progetto non ha incontrato particolari ostacoli e sostanziali passi in avanti sono stati fatti nel periodo in oggetto nella sensibilizzazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali interessate sulla questione del lavoro dignitoso e del rispetto per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sia nel settore pubblico e privato .</p>
<p>Inaugurato da solo pochi mesi lo Studio Legale &#8220;Rafael Barrett&#8221; ha ottenuto importanti riconoscimenti tra i lavoratori e le lavoratrici in Paraguay, il che è dimostrato dal costante aumento dei casi affrontati e delle consulenze prestate.</p>
<p>Ad affiancare l&#8217;azione di questo studio legale sono state realizzate altre attività importanti per ottenere una comprensione del concetto di insieme di &#8220;lavoro dignitoso&#8221; in Paraguay società e la necessità della sua esecutività da parte dei lavoratori e / ace, in quanto è bene che appartiene. Pubblicazione di newsletter sull&#8217;attività dello studio legale, nonché l&#8217;inizio delle riunioni sindacali nei luoghi di lavoro sono passi forti e significativi in ​​questa direzione.<br />
Inoltre, tenendo conto dell’alta percentuale di risoluzione di contenziosi per via extra-giudiziale (90% dei casi risolti) si può affermare che a poco meno di un anno dall’inizio delle attività dello Studio Legale cominciano a determinarsi cambiamenti significativi nella l&#8217;atteggiamento dei datori di lavoro verso le controversie di lavoro: l’accordo preliminare viene considerato una valida alternativa ad una causa di lavoro che si può anche perdere con maggiore danno.</p>
<h4>Primo obiettivo</h4>
<p>Per quanto riguarda il primo obiettivo del progetto, vale a dire la <strong>realizzazione di una campagna di informazione e sensibilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici sul tema del lavoro dignitoso, sul diritto alla giustizia e alla tutela legale e sul funzionamento del sistema </strong><strong> giudiziario del lavoro in Paraguay</strong> sono state realizzate le seguenti attività:</p>
<p><strong>1. </strong><strong>realizzazione, stampa e diffusione di materiali informativi </strong></p>
<p>-          un manuale sul lavoro dignitoso stampato in 1000 copie e indirizzato alle direzioni di sindacati coinvolti nel progetto</p>
<p>-          un pieghevole sui diritti sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, da distribuire nelle assemblee tenute nei luoghi di lavoro (3.000 copie)</p>
<p>-          la ristampa in 3000 copie dell’opuscolo sui servizi offerti dallo Studio Legale e più in generale sugli obiettivi del progetto (rapidamente esaurita la prima tiratura)</p>
<p>Attraverso vari materiali stampati (manifesti, volantini, brochure, manuali, newsletter), e grazie alla realizzazione di eventi di informazione e formazione (forum, assemblee nei luoghi di lavoro, ecc), Si stanno facendo progressi verso il conseguimento i risultati per informare e sensibilizzare i lavoratori e dipendenti circa il diritto a un lavoro dignitoso, il concetto di accesso alla giustizia come un diritto, e sul funzionamento del sistema giudiziario lavoro in Paraguay.</p>
<p><strong>2. </strong><strong>incontri ed assemblee con i lavoratori </strong></p>
<p>-          otto incontri programmati con FESIFUNA (Lavoratori Università), calendarizzati fra giugno e luglio 2012 (quattro assemblee già realizzate con la partecipazione di 129 rappresentanti sindacali)</p>
<p>-          quattro incontri programmati con USTBA (Lavoratori settore alimentare) da tenersi tra luglio e agosto 2012</p>
<p>-          contatti attivati con la federazione FETRABAN (Impiegati di banca) e la CONFEE (Funzionari Pubblici) per definire un piano di incontri con i lavoratori da realizzarsi tra luglio e ottobre 2012.</p>
<p>In generale, l&#8217;obiettivo per il 2012 è quello di fare almeno 40 dei 60 incontri previsti dal progetto.</p>
<p><strong>3. </strong><strong>forum </strong></p>
<p>Per quanto riguarda il secondo dei tre Forum sulla tutela dei diritti del lavoro previsti dal progetto, il Comitato di attuazione e valutazione, alla sua terza riunione di giugno, ha deciso di focalizzare l’attenzione sui procedimenti giudiziari in materia di diritto del lavoro, vale a dire sulla reale applicazione del codice in aula e sulle misure concrete che avvocati e assistiti dovrebbero intraprendere per ottenere giustizia.</p>
<p>Proprio come nel forum precedente si è ritenuto di invitare ad intervenire esperti dei paesi del MERCOSUR e europei, oltre che paraguaiani, in modo da confrontare le diverse realtà con il contesto locale.</p>
<p><strong>4. </strong><strong>newsletter </strong><br />
- Nel novembre 2011 è stato redatto e pubblicato la prima newsletter prevista per il progetto che illustrava le e i risultati conseguiti nel periodo marzo &#8211; ottobre 2011.<br />
- Durante il mese di giugno è stata redatta e pubblicata la seconda newsletter contenente informazioni sulle attività e i risultati conseguiti nel periodo novembre 2011 &#8211; aprile 2012.</p>
<p>In entrambi i bollettini si è dato ampio spazio tanto al report delle attività di sensibilizzazione dei lavoratori con la collaborazione dei sindacati coinvolti nel progetto, quanto all’attività dello Studio Legale (casi risolti, cause avviate, consulenze prestate, ecc.).</p>
<p>La seconda newsletter è stata distribuita in occasione dell’evento di presentazione dei risultati del primo anno di progetto che si è tenuto il 28 giugno 2012.</p>
<h4>Secondo obiettivo</h4>
<p>Per quanto riguarda il secondo obiettivo &#8211; <strong>formazione di uno studio legale che identifichi nei tre anni di durata del progetto 1000 casi di violazione dei diritti dei lavoratori, per cui intraprendere azioni legali o tentare la risoluzione extra-giudiziale</strong> – il progetto ha conseguito importanti risultati.</p>
<p>Lo Studio Legale Rafael Barrett ha iniziato le attività di assistenza legale al movimento sindacale paraguayano il 9 marzo 2011, e fino alla data di chiusura della presente relazione, 30 giugno 2012, sono stati affrontati dallo Studio 284 casi, di cui 117 giudiziari, 76 amministrativi e 91 richieste di consulenza. Di questi, 76 casi si sono conclusi positivamente per gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, la maggior parte  attraverso un accordo extragiudiziale, mentre altri 81 sono ancora in corso.</p>
<p>Un fatto degno di nota è l’alta percentuale di risoluzione delle controversie (90%) per via extragiudiziale. Questo dimostra che la presenza dello Studio Legale sta determinando un cambiamento nell&#8217;atteggiamento dei datori di lavoro del Paraguay in caso di violazione dei diritti dei lavoratori. Il datore di lavoro, incontrando uno Studio Legale qualificato e determinato nella tutela legale dei lavoratori, preferisce raggiungere un accordo piuttosto che andare a giudizio e rischiare di perdere la causa.</p>
<p>Sul piano più generale della normativa nazionale in materia di diritto del lavoro la prestazione di consulenza ai sindacati da parte dello Studio Rafael Barrett ha fornito un contributo significativo, soprattutto per quanto riguarda i negoziati dei lavoratori del settore pubblico in parlamento. Lo Studio Barrett ha inoltre proseguito la sua attività di sostegno ai sindacati nel contrasto (eccezione di incostituzionalità da presentare alla Corte Suprema di Giustizia) alla legge che regolamenta la piccola e media impresa (MYPIMES), che rappresenta un grave arretramento sotto il profilo dei diritti del lavoratori.</p>
<p>Da ultimo vale la pena notare che alcune linee di azione hanno assunto una priorità dopo la valutazione del progetto da parte di un team dell’Unione Europea alla fine di marzo 2012. Tale valutazione, che ha assegnato il grado di B a tutti i componenti del progetto, ha infatti suggerito allo Studio Rafael Barrett di elaborare delle strategie di intervento specifiche per le violazioni dei diritti delle lavoratrici e dei migranti.</p>
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		<title>Il lavoro dignitoso al centro delle politiche economiche e sociali per uscire dalla crisi (conferenza nazionale)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 07:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Per poter uscire dalla crisi è necessario che il lavoro dignitoso sia al centro delle politiche economiche e sociali”. E&#8217; questo il messaggio ribadito con forza oggi, 5 ottobre, nel corso dell&#8217;iniziativa promossa dalla CGIL e da Progetto Sviluppo, nella sede nazionale del sindacato a Roma, in vista del &#8216;World day for decent work&#8217;, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Per poter uscire dalla crisi è necessario che il lavoro dignitoso sia al centro delle politiche economiche e sociali”. E&#8217; questo il messaggio ribadito con forza oggi, 5 ottobre, nel corso dell&#8217;iniziativa promossa dalla CGIL e da Progetto Sviluppo, nella sede nazionale del sindacato a Roma, in vista del &#8216;World day for decent work&#8217;, la giornata mondiale per il lavoro dignitoso promossa dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC), per il 7 ottobre, il cui slogan quest&#8217;anno recita: “In vista di giornate di lavoro migliori” (For Brighter Working Days).</p>
<p><img alt="DSC_8582" src="http://www.prosvil.cgil.it/media/DSC_8582.jpg" width="421" height="279" /></p>
<p>La Conferenza, evento conclusivo del Progetto Decent Work for All! Making Migration Work for Development, è stata aperta da una riflessione sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori migranti nel nostro paese di Piero Soldini, Coordinatore dell&#8217;Area Immigrazione della CGIL Nazionale: “il nostro Paese deve fare i conti con gli immigrati che in ogni settore, dalle costruzioni all&#8217;agricoltura, ma anche nell&#8217;industria, continuano ad essere sfruttati e a non conoscere il lavoro dignitoso”. Per questo è necessario, ha proseguito il sindacalista “affrontare con grande determinazione la battaglia per la regolarizzazione dei lavoratori immigrati e per l&#8217;emersione del lavoro &#8216;nero&#8217;” anche attraverso l&#8217;applicazione della direttiva europea 52 che introduce sanzioni pecuniarie e amministrative per i datori di lavoro che impiegano lavoratori extracomunitari irregolari. La sfida che la CGIL deve essere in grado di raccogliere e vincere è quella di rendere il tema dell&#8217;immigrazione un tema contrattuale, vertenziale a livello nazionale. Occorre ragionare sull’intreccio fra migrazioni e lavoro, contrastando l’approccio securitario e ragionando su una governance della migrazioni strettamente collegata ad una governance del mercato del lavoro.<br />
Numerose le testimonianze, nel corso dell&#8217;iniziativa, che hanno raccontato l&#8217;impegno del sindacato sul territorio per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, dal nord al sud Italia perchè, come ricordato durante gli interventi, lo sfruttamento viene esercitato in molteplici forme, più o meno evidenti, e su tutto il territorio nazionale. Ne è l&#8217;esempio la vicenda di Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, in cui dopo giorni di mobilitazione e sciopero, la CGIL al fianco dei lavoratori ha raggiunto un accordo per favorire l&#8217;emersione e la regolarizzazione dei 39 lavoratori e delle lavoratrici del settore agricolo che avevano denunciato gravissime irregolarità fino allo sfruttamento e alla riduzione in schiavitù. Dalle campagne della FILLEA CGIL contro il caporalato, al sindacato di strada della FLAI CGIL, all&#8217;iniziativa CES &#8216;At what Price the Tomatoes&#8217;, sono state analizzate esperienze italiane ed europee per l&#8217;affermazione del diritto a un lavoro dignitoso che possa rappresentare una via d&#8217;uscita dalla crisi economica globale.</p>
<p>Sul piano internazionale sia il rappresentante OIL per l’Italia e San Marino Luigi Cal che il responsabile dell’iniziativa per il Decent Work della rete europea Solidar Michael Oberreuter hanno ricordato la battaglia per l’adozione, la ratifica e l’implementazione delle Convenzioni a tutela del lavoro dei migranti. La 143 e 105, ma anche la Convenzione 181 sulle Agenzie per l’Impiego Private che un ruolo determinante hanno nel trasferimento dei lavoratori e soprattutto la recente Convenzione 189 sul Lavoro Domestico che offre un quadro normativo di tutela di questo “esercito invisibile” di milioni di lavoratori e lavoratrici costretti spesso anche in Europa ad accettare condizioni di impiego e retribuzione ben al di sotto dei livelli minimi contrattuali e completamente privi di tutele in quelle aree del mondo in cui non esistono contratti di lavoro né una legislazione capace di inquadrare funzioni, diritti e doveri in questo settore.</p>
<p>Michael Oberreuter, in particolare, si è soffermato sulla missione e i contenuti del progetto DWMD, incentrato sul nesso stringente fra migrazioni, strategie di sviluppo e lavoro dignitoso e all’interno del quale sono state realizzate numerose iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica dei 6 paesi interessati (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Repubblica Ceca e Romania) e una costante attività di lobby sulle Istituzioni Europee per l’estensione dei diritti del lavoro dei migranti e l’adeguamento della legislazione in materia di occupazione, opportunità di reddito, protezione sociale e dialogo sociale.</p>
<p>“La dignità del lavoro è la giusta risposta alla crisi”. Ha dichiarato nel suo intervento conclusivo il Segretario Confederale CGIL, Vera Lamonica la quale ha avvertito: “non si esce dalla crisi ridimensionando il welfare, impoverendo i diritti del lavoro e la coesione sociale, abbassando la qualità sociale”. Proprio per questo la CGIL propone un &#8216;Nuovo piano del lavoro&#8217; che come ha spiegato Lamonica “è una risposta strategica, un cambio di schema e di paradigma rispetto alle politiche rigoriste fin qui adottate. Proviamo a disegnare i confini e l&#8217;impostazione di una nuova politica economica che riparta da un punto fondamentale: che c&#8217;è bisogno di diritti, di tutele e di welfare”. “C&#8217;è bisogno &#8211; ha proseguito &#8211; di un&#8217;idea di crescita e di sviluppo del Paese che riparta anche dal tema della coesione sociale e dell&#8217;uguaglianza. Noi proviamo a dare respiro alla costruzione del futuro, proponendo una serie di interventi di politiche economiche-sociali che puntino a creare nuovo lavoro e legalizzare quello che c&#8217;è”. Da questo punto di vista, quello delle migrazioni non è un tema “di settore” ma un nodo centrale nel rinnovamento delle istituzioni del mercato del lavoro, del welfare, del diritto di cittadinanza. L’iniziativa della CGIL nei prossimi mesi in particolare si concentrerà su due obiettivi: la battaglia per il voto amministrativo per i lavoratori immigrati e una forte azione negoziale del sindacato a fronte della direttiva europea 52.</p>
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