Al via il Secondo Congresso Mondiale CIS: “E adesso le persone. Dalla crisi alla giustizia sociale”

Posted on 21 giugno 2010 by Amministratore

 

(di Italo Tripi, Presidente di Progetto Sviluppo)

Partecipare al secondo congresso mondiale della Confederazione internazionale dei sindacati (CIS) è una grande opportunità per Prosvil, non solamente per i temi che sono al centro della discussione ma anche  per le nuove relazioni che si potranno intrecciare in questa importante assise.

Il congresso definirà la strategia da adottare per fare fronte “a una crisi economica globale di durata e gravità senza precedenti”. La grande ambizione è tentare di modificare la globalizzazione intervenendo sugli aspetti più iniqui che producono nuove disuguaglianze, nuove povertà e un ulteriore divario tra le aree più forti economicamente e quelle più svantaggiate del pianeta.
Promuovere e difendere i diritti fondamentali dei lavoratori, affermare la parità di genere, battersi per un modello di sviluppo sostenibile ed equo, costruire un futuro dignitoso per i giovani, lottare contro i cambiamenti climatici, tutelare i lavoratori migranti, ampliare la tutela sociale e garantire la salute sul lavoro, combattere l’aids sono le risoluzioni sulle quali il congresso è chiamato a pronunciarsi.
Questi obiettivi sono da perseguire in un mondo nel quale democrazia,pace e sicurezza devono affermarsi.

Il congresso è chiamato a riaffermare l’impegno per “un mondo pacifico,democratico,sicuro e stabile,in cui le persone di ogni paese coesistono nel rispetto e nella tolleranza reciproca,liberi dalla minaccia di un conflitto armato,dal terrorismo e da qualsiasi altra forma di violenza”. La pace è precondizione per realizzare gli obiettivi sindacali.

Prosvil  è in sintonia con questi obiettivi  ed è incoraggiata a portare avanti progetti come quello del “decent work” o gli altri che siamo impegnati a realizzare in vari continenti e che hanno al centro le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Il congresso, come già detto, ci darà la possibilità di allacciare nuove relazioni con sindacati dei paesi in via di sviluppo. Da queste nuove relazioni verranno sicuramente stimoli per elaborare nuovi progetti di intervento in modo particolare per quei paesi dell’area sud Sahariana che forse oggi rappresentano la vera emergenza globale.

_____________________________________

(dal sito http://www.ituc-csi.org)

One thousand delegates representing 176 million members from 155 countries and territories will take part in the Second World Congress of the International Trade Union Confederation (ITUC). They will deal with issues related to labour’s demands for restructuring and reform of the global economy with an emphasis on workers’ rights, migrant workers, climate change and HIV-AIDS.
Speakers and panelists expected at the Congress include Juan Somavia, director general of the International Labour Organization, Dominique Strauss-Kahn, managing director of the International Monetary Fund, Pascal Lamy, director-general of the World Trade Organization, and Helen Clark, administrator of the United Nations Development Programme.
A number of labour leaders involved in the June 2010 ITUC Congress will also participate at meetings with G8 and G20 political leaders in Ontario immediately following the ITUC event.

___________________________________________

(dalla Relazione Congressuale del Segretario Generale CIS Guy Ryder)

I delegati che parteciperanno al secondo Congresso Mondiale della CIS proverranno da paesi che tutti, sebbene in modalità e in misure differenti, sono stati colpiti dall’impatto della crisi globale. Per i popoli che essi rappresentano ciò ha spesso significato duri sacrifici e una grande insicurezza. Per il sindacato tutto ciò ha riacutizzato vecchi problemi e ne ha aggiunti di nuovi.
Le organizzazioni sindacali non sono sole nel tentativo di trovare una via di uscita dalla crisi e nel fare in modo che ciò che a questa seguirà sia di gran lunga migliore di ciò che l’ha preceduta e costituisca una garanzia contro il ripetersi delle ingiustizie e delle sofferenze del passato. Tuttavia, poiché molte delle cause della crisi appaiono fortemente correlate con il mondo del lavoro e dato che molte di queste sono di natura globale, il movimento sindacale internazionale deve affrontare sfide specifiche, che comportano responsabilità, ma anche alcune opportunità.
La CIS è convinta che dopo decenni di ingiustizie sia giunto il momento che le persone – tutte senza distinzione – possano godere dei vantaggi della globalizzazione e che il percorso che seguirà la crisi dovrà condurre direttamente ad una giustizia sociale globale.