Non si può proibire la speranza. Un racconto dell’iniziativa del 6 luglio a Caserta

Posted on 07 luglio 2010 by Amministratore

L’iniziativa sul Lavoro Dignitoso che si è tenuta a Caserta il 6 luglio 2010 ha rappresentato un momento importante di confronto fra più soggetti sulla realtà locale e sul contesto internazionale: il progetto che coinvolge gli istituti di cooperazione di CGIL-CISL-UIL-ARCI-ACLI affronta, infatti, il tema del “Decent Work” per la lotta alla povertà.

La Tavola rotonda è stata coordinata dalla Presidente dell’Arci Campania Francesca Coleti. Dopo il saluto di Biagio Napolano (Arci Caserta) è intervenuta Camilla Bernabei, Segretaria Generale della Cgil di Caserta,  presentando la situazione del lavoro in provincia. “Dati a dir poco preoccupanti” ha detto la Segretaria,  soprattutto per quanto riguarda i giovani, le donne, i migranti e la sicurezza nei luoghi di lavoro. “Il nostro impegno non può che essere rivolto alla tutela dei diritti dei lavoratori e al rispetto della dignità delle persone”. C’è un problema culturale più generale:  lavorare, fare impresa nella legalità e nella trasparenza non solo conviene ma è indispensabile.

Il Segretario della Cisl Crisci ha evidenziato “l’impazzimento” del mondo economico  ed ha sottolineato la necessità di riprendere l’iniziativa nei confronti delle istituzioni  e della politica. Santoli della Confindustria ha ripreso il concetto di responsabilità sociale dell’impresa, i temi della legalità e della situazione economica del territorio.

Renè Bilongo (Cgil Caserta) ha illustrato le difficili condizioni di lavoro e di vita  dei migranti, costretti ad accettare, “per vivere”,  anche situazioni limite e l’assenza di diritti. Renè ha poi parlato della grande ricchezza rappresentata dal capitale umano (la formazione è un elemento essenziale per la crescita) e dei problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Petrocelli dell’Ufficio Provinciale del Lavoro ha ripreso i temi dei diritti e della dignità del lavoro fornendo un quadro della situazione in  provincia  anche sulla questione sicurezza. Renzo Concezione (Direttore di Progetto Sviluppo Cgil) ha svolto le conclusioni riprendendo alcuni temi scaturiti dagli interventi affrontando  la tematica Lavoro Dignitoso inquadrandola nel contesto locale e internazionale.
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L’intervento conclusivo di Renzo Concezione
DECENT WORK E LOTTA ALLA POVERTA’

Tutte le più recenti ricerche internazionali dimostrano che, negli ultimi anni, pur  a fronte di una crescita complessiva della ricchezza,  sono aumentati nel mondo gli squilibri e le disuguaglianze. La fame  colpisce ancora più di un miliardo di persone ed è in aumento. L’obiettivo definito dagli organismi internazionali e dai governi  di dimezzare la povertà estrema  entro il 2015 non sarà raggiunto.
Siamo in vista di un clamoroso fallimento storico.

Nell’anno  del G8 italiano il nostro aiuto pubblico allo sviluppo si è ridotto del 31%: l’Italia sarà tra i principali responsabili del mancato raggiungimento degli obiettivi europei. Nel 2009 la % di PIL dell’Italia investita per la cooperazione è stata dello 0,16%  (era previsto di raggiungere lo 0,56 % nel 2010).
Siamo in fondo alla graduatoria (nel Rugby  ci avrebbero assegnato  il cucchiaio di legno).

Oggi nel mondo un miliardo di persone vive sotto la soglia di povertà con un reddito inferiore ai due dollari al giorno. Questa povertà è associata alle pessime condizioni dei diritti del lavoro oltre che all’assenza di servizi sanitari, sociali e di accesso ai sistemi di istruzione. Ci sono ancora  milioni di bambini  che subiscono odiose forme di sfruttamento, mentre 12 milioni di persone sono vittime del lavoro forzato.

Sono attualmente circa 3 miliardi  i lavoratori nel mondo e circa la metà sono sottoccupati (dati dell’I.L.O.- Organizzazione Internazionale del Lavoro). Per quanto riguarda la protezione sociale, poi, metà della popolazione mondiale non gode di pensioni, di servizi pubblici e sanitari o di altre forme di welfare.

A tutto ciò si deve aggiungere che le violazioni dei diritti sindacali nel mondo sono in aumento, come ha recentemente denunciato la Confederazione Sindacale Internazionale.

I dati reali, come si può constatare, sono semplicemente drammatici, ma non ci rassegniamo, vogliamo contribuire alla realizzazione di azioni positive finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita delle persone. Coerentemente, perciò, non ci piace fare del catastrofismo.

Un recente studio del Programma dell’Onu per lo Sviluppo (PNUD) segnala che in America Latina (in 12 su 17 Paesi presi in considerazione) siamo di fronte ad una nuova tendenza, quantunque gli esperti invitino alla prudenza: si sta riducendo il divario tra ricchi e poveri.
Due i fattori essenziali di questa inversione di tendenza:
1)        espansione dell’istruzione di base che ha favorito una migliore qualificazione della forza lavoro e una diminuzione delle differenze sociali;
2)        programmi di aiuto alle famiglie (in denaro o beni) per la scolarizzazione dei figli.   
Tutto ciò dimostra che  cambiare si può.

Da quando nel 1999  l’ILO ha definito il Rapporto sul lavoro dignitoso,  imperniato sulla convergenza tra quattro obiettivi (diritti del lavoro, occupazione, protezione sociale e dialogo sociale) sono state portate avanti molte campagne per combattere la povertà e garantire i diritti delle persone.
Nel 2006 l’Economic and Social Council delle Nazioni Unite ha fatto propri questi obiettivi.
Una risoluzione del Parlamento europeo del 2007,  sulla promozione del lavoro dignitoso per tutti, afferma che esso è essenziale per la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, e ha previsto meccanismi sanzionatori per i Paesi che non osservino tali principi.

La crisi economica e finanziaria ha peggiorato ulteriormente questa situazione.

Aiutare i sindacati più deboli a diventare protagonisti e a rilanciare le iniziative per il lavoro dignitoso, favorire il dialogo sociale e il rispetto dei diritti delle  persone è per noi un dovere. La nostra esperienza di cooperazione internazionale, il lavoro svolto con le comunità locali in  partnership, con Associazioni della società civile,  è molto significativa ed ha contribuito alla crescita di quelle comunità. Proprio considerando le potenzialità della cooperazione internazionale (naturalmente siamo consapevoli anche dei limiti e delle difficoltà incontrate) è veramente preoccupante il “disimpegno” del nostro Paese in questo campo (riduzione secca dei finanziamenti).

A ciò si aggiunga la politica sbagliata dei c.d. “respingimenti” che produce drammi e non affronta correttamente il tema sviluppo-migranti-lavoro e vita dignitosi. Proprio in questi giorni il Presidente degli Stati Uniti d’America, Obama, sta studiando la “Riforma migratoria” che, in un quadro di regole da ridefinire, potrà prevedere la regolarizzazione di più di 11 milioni di “irregolari”.
Bisogna convincerci che non si può “Proibire la Speranza”.

Il lavoro di sensibilizzazione e di promozione di incontri, di occasioni di dibattito e di messa a fuoco di idee e proposte sul tema del Lavoro Dignitoso è anch’esso importante, data la drammaticità delle condizioni di milioni di persone, di lavoratori e lavoratrici. Tutti i soggetti sociali e anche le Istituzioni possono giocare un ruolo importante.

Il  progetto “Combattere la povertà:  lavoro dignitoso e partecipazione sociale” portato avanti dalle  Ong dei principali Sindacati italiani e dalle più grosse Associazioni, vuole contribuire a far crescere la consapevolezza della portata dei problemi, a favorire e sostenere azioni in grado di incidere su quelle  realtà  la cui drammaticità è testimoniata dai dati ufficiali e dalla conoscenza diretta.