Appello per la difesa del Centro Sociale Bourj Al Laq Laq (La Torre del Fenicottero) nella città vecchia di Gerusalemme

Posted on 17 settembre 2010 by Amministratore

Il Centro si trova all’interno della città vecchia, nel quartiere arabo di Bab Hutta, tra la Porta di Erode e la Porta dei Leoni, dove vivono molte famiglie povere ed originarie di diverse etnie minoritarie (arabi-africani, zingari). Il terreno è di proprietà di due importanti famiglie palestinesi ed è una delle superfici edificabili più grandi all’interno delle antiche mura, circa 15/20.000 metri quadrati, con una stupenda vista sulla Spianata delle Moschee e sul Monte degli Ulivi. I proprietari da tempo hanno dato in comodato questo terreno alle organizzazioni palestinesi per farne un utilizzo sociale e ricreativo.

Nel 1991 gli israeliani hanno cercato di confiscare questa proprietà per costruire un nuovo insediamento di coloni ma la pronta reazione della gente del quartiere ha evitato il peggio. La popolazione ha presidiato il terreno giorno e notte, iniziando nel contempo a costruire alcuni locali. La polizia israeliana si è quindi ritirata, espropriando solamente una piccola superficie, oggi recintata e guardata a vista dai militari, definendola “sito archeologico”. Da quell’episodio il terreno è diventato l’unico spazio organizzato ed auto-gestito dalla stessa comunità, realizzando un vitale servizio sociale, educativo e di aggregazione per giovani, donne, diversamente abili e per l’intera comunità del quartiere. Così è nato il Centro Sociale, Bourj Al Laqlaq (Torre del Fenicottero) e, dal 2001, è iniziata la nostra cooperazione a sostegno dei diritti umani fondamentali per la popolazione palestinese di Gerusalemme.

Ma il Centro Sociale è sempre a rischio di espropriazione, dopo aver subito negli anni novanta la demolizione di due strutture in muratura, è stata costruita una tenso-struttura con funzione multifunzionale, ma già nel dicembre del 2003, le autorità israeliane hanno fatto pervenire un primo ordine di demolizione, contestato dal Comitato del Centro con azione legale e respinto con successo. Quindi, negli anni successivi, le minacce di espropriazione e di demolizione si sono susseguite a ripetizione, mentre, contestualmente, veniva rilasciata l’autorizzazione a costruire un nuovo insediamento di coloni ebrei, 25 appartamenti, proprio sul terreno espropriato al Centro, per motivi di interesse archeologico.

Una storia che si ripete, a cui oggi dobbiamo aggiungere un nuovo capitolo, vista la denuncia che ci è pervenuta dal Comitato di Gestione del Centro, in cui si informa che In data 28/7/2010, il tribunale municipale di Gerusalemme ha deliberato a favore della rimozione della tenda e della copertura (posta sul terreno di gioco per bambini) che occupa un’area di 269 mt2, in totale. Il tribunale ha affidato l’esecuzione all’Amministrazione Comunale, confutando, pertanto, l’istanza del Centro Burj Al Luq Luq, secondo la quale la tenda in questione non è una struttura da sottoporre al piano regolatore della città e del diritto israeliano in materia di edilizia, e quindi, non necessita di apposita licenza edilizia, in quanto la tensostruttura è costituita da un telaio in alluminio e da tessuto tecnico per tende, i cui pezzi sono tutti rimovibili, inoltre, la zona prescelta per la costruzione della tensostruttura è piuttosto bassa e pertanto non interferisce con alcun aspetto archeologico.

Il Centro potrebbe, pertanto, rimuovere facilmente la tensostruttura, sebbene questa sia tuttora estremamente necessaria per lo svolgimento di numerose attività, quali, ad esempio:
1- Terreno di gioco per bambini durante la stagione estiva o invernale;
2- Rappresentazioni teatrali;
3- Palestra per attività motorie per tutte le fasce di età della comunità;
4- area conferenze e formazione per giovani, donne e docenti;
5- attività sociali della comunità locale; matrimoni, compleanni, anniversari, riunioni, ecc.
6- spazio dedicato ad attività per soggetti diversamente abili (fisici e mentali);
La delibera di rimozione entrerà in vigore in data 3/10/2010 e avrà una validità totale pari a 30 giorni.

Chi conosce la città vecchia sa quanto sia importante e vitale per la comunità palestinese il mantenimento di questo tipo di realtà sociali ed aggregative, oltre alla questione fondamentale del proprio diritto a vivere in modo dignitoso nella propria città, nella propria terra.

Per queste ragioni, ancora una volta facciamo appello alla mobilitazione internazionale per denunciare e far conoscere questa nuova aggressione alla popolazione palestinese di Gerusalemme ed al processo di pace e di costruzione di convivenza tra la diverse comunità.

Roma, 13 settembre 2010

CGIL, ARCI, Tavola della Pace, Piattaforma per il Medio Oriente – ONG Associazione ONG Italiane, Progetto Sviluppo, ARCS, Fondazione Angelo Frammartino ONLUS